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Politica

SCENARIO/ Dall'Austria a Trump: Renzi (e Silvio) sbagliano i "conti"

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Anche la granitica Germania non si salva da questa "ondata anomala" e ha la sua Alternative für Deutschland, che lentamente è cresciuta fino a un significativo 11 per cento. In rapida sequenza arrivano le dolenti note dalla Spagna, dove la mappa dei partiti è mutata completamente, lasciando spazio agli alternativi di varie forme e costringendo il paese a un nuovo voto per formare un governo. E sullo sfondo ancora la Grecia, stremata dall'austerità, e tenuta insieme a stento da un governo che comincia a far nutrire nuovi dubbi in fatto di compattezza.

Infine, tra un mese esatto, il verdetto della Gran Bretagna, con la possibilità della Brexit, dopo un referendum che incombe e quindi un possibile quadro geopolitico tutto da ridisegnare con conseguenti incognite economiche tutte da valutare.

Aggiungiamo a tutto questo le novità che arrivano dagli Stati Uniti, dove il repubblicano Donald Trump, valutato all'inizio della campagna elettorale americana sul 2 per cento dei consensi dai finissimi analisti di tutto il mondo, ora è in testa nei sondaggi per la Casa Bianca, davanti a Hillary Clinton. Tutto questo dopo aver di fatto ottenuto la nomination nel Partito Repubblicano e anche ricomponendo, all'interno di quel partito, dissensi e contrasti durissimi. Che cosa penserà questo Donald Trump di un'Europa che lo ha giudicato con tanta sufficienza e ha dato l'impressione di non averlo mai preso in considerazione?

Ora in questo complesso mosaico internazionale, le beghe italiane sembrano effettivamente perdere peso. Ma in tutti i casi hanno una loro spiegazione. Sembrano schermaglie, o forse una vecchia riedizione delle mai tramontate "baruffe chiozzotte" in attesa di comprendere esattamente quello che sta accadendo nel mondo che conta e di conseguenza misurare passi e cadenze.

Matteo Renzi, con la sua "compagnia di governo", può snobbare le amministrative e puntare tutto sul referendum costituzionale per presentare un'altra Italia, più efficiente, più decisionista ai suoi amici esteri. Può spargere le sue promesse, giocare i suoi azzardi, sfoderare i suoi bluff con l'elettorato italiano.

Silvio Berlusconi può aspettare a scegliere definitivamente. Può lanciare qualche proclama di "nuovo centro destra unito" e nello stesso tempo può mantenere le sue truppe sparse, per non infastidire troppo questo governo e concludere i suoi diversi affari. C'è intanto una "zona grigia" che lavora per un possibile nuovo patto del Nazareno.

In definitiva, apparentemente tutti si danno un gran daffare, ma in realtà aspettano di vedere quello che sta accadendo dove si decidono i nuovi equilibri del mondo. Anche questa attesa, con beghe e litigi di vario tipo, è un sintomo di un declino italiano.

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