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SCENARIO/ Formica: il ricatto di Renzi non regge più, il suo successore è già pronto

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

I giornali non hanno valutato sufficientemente l’importanza dell’incontro Renzi-sindacati sulle pensioni. Il premier aveva detto che lui dei sindacati non aveva più bisogno. Improvvisamente però ha sentito il bisogno di riaprire i riti della Sala Verde di Palazzo Chigi. Siamo all’avvio di una modifica radicale dell’atteggiamento spocchioso e sprezzante di Renzi nei confronti dei sindacati.

 

Di fatto che cosa cambierà?

Nel merito rispetto alle pensioni cambierà poco, perché il governo non è nelle condizioni di fare molto, ma il solo fatto che senta il bisogno di convocare i sindacati parla chiaro. Renzi ha detto: “Se non si approva la Costituzione, torneremo all’Italia degli inciuci”. Eppure prima del referendum ha già anticipato quello che lui ha sempre considerato come un inciucio, cioè la stessa concertazione.

 

Intanto tra dieci giorni si vota nelle grandi città.

Voglio vedere ora che cosa accadrà alle amministrative, non tanto per il risultato, ma per il grado di disaffezione democratica che esprimerà il Paese. E’ una situazione in forte movimento. La reazione prolungata di piazza sul Jobs Act in Francia avrà ripercussioni in tutta l’Europa.

 

Finché però l’alternativa a Renzi sono Grillo e Salvini, che cosa deve temere il premier?

Questo è un ricatto psicologico che non regge più. In un sistema con istituzioni ancora regolate da leggi democratiche, non esiste una situazione senza alternativa. Renzi del resto lo ha capito molto bene, perché non dice più che se al referendum vincono i no andiamo alle elezioni, bensì che ci sarà un altro governo. Questo significa che l’alternativa c’è, come del resto avviene in tutte le situazioni politiche, anche le più oscure.

 

L’Italia rischia un salto nel buio?

Più volte si è paventato il salto nel buio. Lo si diceva quando c’era Mussolini, eppure il giorno dopo la sua caduta c’era già Badoglio. Nel 1946 in molti dicevano che la Repubblica era un salto nel buio, eppure appena se ne è andato Re Umberto è arrivato Enrico De Nicola. In Italia all’epoca c’erano 10 milioni di monarchici, eppure ben pochi di loro sono scesi in piazza. Se cade Renzi non ci sarà un solo renziano a manifestare, perché i renziani non ci saranno più non solo in Toscana ma neanche a Rignano sull’Arno, il suo Paese d’origine.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
29/05/2016 - Mandiamo a casa Renzi (Luciano Vignati)

A ottobre, io e i miei amici socialisti della diaspora voteremo no al referendum per la modifica costituzionale per tre motivi. 1) Perché Renzi è un incapace arrogante, bugiardo, picaro e sbruffone. 2) Perché se passa la riforma così come articolata senza contrapposizione di poteri, dopo Renzi non esisterebbe più la democrazia e chissà per quanti anni dovremmo tenerci la nuova dittatura. 3) Perché i lavoratori (quelli veri) e i pensionati (che hanno versato oltre quaranta anni e più di contributi) non si meritano altri sacrifici.

 
26/05/2016 - commento (francesco taddei)

bersani fa guerra a renzi perché la vecchia guardia ha perso ma vuole tornare a vincere. negli altri paesi chi perde smette. noi abbiamo politici veterocomunisti con quarant'anni di carriera. basta con questo logoramento e giochi di partito. meritiamo di meglio. un ricambio, un partito che governa senza bisogno di allearsi col diavolo e un vincolo di mandato.