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DIETRO LE QUINTE/ Dalle comunali al TTIP, lo "spettacolo al contrario" di M. Renzi

Pubblicazione:domenica 29 maggio 2016 - Ultimo aggiornamento:martedì 31 maggio 2016, 2.40

Matteo Renzi con Barack Obama (Infophoto) Matteo Renzi con Barack Obama (Infophoto)

E tutto questo avviene, mentre si teme, da più parti, la possibilità che a questa stagnazione possa seguire un'altra crisi.

Possibile che a nessuno (tranne pochi) venga il dubbio, solo il dubbio, che è proprio questa la ragione per cui il populismo e le forze anti-sistema dilagano e il sistema viene quasi demonizzato, dimostrando talvolta di non saper assorbire le contestazioni che arrivano da più parti?

C'è ad esempio, in questa riforma costituzionale italiana, la convinzione diffusa di un accentramento di decisioni e di poteri che potrebbero assicurare grandi vantaggi per multinazionali, poteri finanziari e interessi economici colossali, non quelli legati alla nostra piccola e media industria.

Il nuovo ministro allo Sviluppo economico esordisce con un via libera quasi entusiastico al Trattato transatlantico (TTIP) criticando le interferenze degli Stati. Ma non servirebbe un dibattito parlamentare? C'era bisogno proprio di una simile dichiarazione in questo momento?



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