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Politica

REFERENDUM COSTITUZIONE/ Il giurista: Renzi vuole una democrazia senza controlli

Maria Elena Boschi (Infophoto)Maria Elena Boschi (Infophoto)

No, perché il procedimento legislativo viene reso di certo assai più complesso. Anzi, più che di procedimento legislativo, è più corretto parlare di un quadro molto articolato di procedimenti legislativi. I primi commentatori non sono pervenuti a conclusioni univoche neppure sul conteggio: tre con sei varianti, quattro con cinque varianti, nove, dieci. La questione maggiore sarà quella del prevedibile contrasto tra le due Camere quanto alla determinazione dei reciproci campi di competenza. Ai presidenti delle due Camere allo stato sarebbe attribuita una funzione di conciliazione che però appare debole e indistinta nei contorni. Ci si può attendere che ne risulti estesa la cognizione della Corte costituzionale sui vizi formali della legge e in sede di conflitto di attribuzione.

 

Come uscirne?

Sarebbe decisivo, in caso di approvazione della riforma, un lavoro coordinato di revisione dei regolamenti delle due Camere, per scongiurare un blocco nell'azione del Parlamento, che avrebbe due conseguenze: un'ulteriore concentrazione di potere nell'esecutivo; un'ulteriore giustiziabilità del conflitto politico, della quale non si sente certo il bisogno.

 

Lei è un esperto di federalismo; un suo bilancio del nuovo assetto del Titolo V?

Il nuovo Titolo V codifica, attraverso la reintroduzione del limite dell'interesse nazionale collocato nell'ambito di una "clausola di supremazia", una tendenza centripeta che già si era pienamente dispiegata nell'opera di costruzione giurisprudenziale del sistema compiuta dalla Corte costituzionale. Se si considera che nella riforma sono stati perseguiti falsi obiettivi di razionalizzazione (tanto può dirsi della soppressione della potestà legislativa concorrente), v'è da chiedersi se valesse la pena di mettere in campo, in quest'ambito, tante energie riformatrici. 

 

(Federico Ferraù)

 

Sandro Staiano introdurrà il convegno "Riformare la Costituzione: un confronto aperto" che si terrà domani, lunedì 30 maggio, all'Università di Napoli.

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