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REFERENDUM COSTITUZIONALE/ Bertinotti: vincerà il Sì, lo vuole la troika. Ma i cattolici…

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Fausto Bertinotti (Infophoto)  Fausto Bertinotti (Infophoto)

REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016. "Siamo di fronte a un processo di desertificazione della democrazia in Europa. E il referendum Renzi-Boschi arriva a suggellare un processo che va in direzione opposta all'indirizzo programmatico della nostra carta costituzionale". Fausto Bertinotti, sindacalista, storico leader di Rifondazione Comunista e presidente della Camera, parla della "controriforma" — così la definisce — voluta dal presidente del Consiglio e segretario del Pd. Nella sua analisi Bertinotti spazia a tutto campo, dalla troika al voto dei cattolici. Non c'entrano? Leggere per credere.

 

"E' l'ultima chiamata per il paese" ha detto a proposito del referendum il ministro Boschi, facendo campagna per il Sì. Toni ultimativi, quasi apocalittici.

I toni sono ormai quelli della società dello spettacolo, non andrebbero presi sul serio da nessuna della parti che si contendono la scena politica. 

 

Non vanno presi sul serio ma la posta in gioco è molto alta, non crede, Bertinotti?

E' una posta in gioco molto alta se ci limitiamo a vedere nella politica l'istante in cui si compie la scelta. Se invece guardiamo al corso della storia recente, allora no, in tal caso la posta in gioco è in larga misura pregiudicata. Parlo di un periodo all'incirca di 25 anni, in cui quella che gli esperti chiamano costituzione materiale ha fatto il suo corso.

 

E che cosa è accaduto in questo arco di tempo?

Da almeno un quarto di secolo la costituzione materiale, ossia l'insieme delle leggi, degli accordi, dei contratti che si producono a fronte di quella formale, da almeno un quarto di secolo va in direzione opposta all'indirizzo programmatico della carta costituzionale. 

 

In altri termini?

In altri termini è successo che in questi 25 anni abbiamo assistito a una progressiva sostituzione, di fatto e talvolta anche dal punto di vista legislativo, a pezzi della nostra costituzione con altri pezzi non solo incongrui ma che la contraddicevano formalmente.

 

Un esempio, Bertinotti?

Il fatto che sia stata votata, senza colpo ferire, una modifica radicale della costituzione italiana come l'articolo 81, che stabilisce il pareggio di bilancio, senza addirittura possibilità di ricorso al referendum fa sì che il vincolo esterno, per usare le parole degli economisti, prevalga sul vincolo interno. Il vincolo dettato dalla competitività delle merci prevale, o meglio deve prevalere sul soddisfacimento dei bisogni sociali, economici e civili delle popolazioni. 

 

Con quali conseguenze?

Che l'articolo 3 della costituzione repubblicana è impedito: se intendessimo finanziare la scuola per "rimuovere gli ostacoli" che in un dato momento "impediscono il pieno sviluppo della persona umana", non possiamo farlo, perché siamo vincolati o — meglio — perché ci siamo dati quel vincolo. Se in una grave congiuntura economica volessimo fare dello Stato, come diceva Federico Caffè, l'occupatore in ultima istanza, e per questo fosse necessario fare degli investimenti pubblici per l'occupazione, avremmo le mani legate, perché quel vincolo ce lo impedisce.

 

Insomma, con un solo articolo, speditamente approvato in cinque mesi…

…abbiamo messo in mora i primi tre articoli della costituzione repubblicana: la repubblica fondata sul lavoro (articolo 1), che diventa fondata sulla competitività; la parti dignità dei cittadini (articolo 2), il compito della repubblica (articolo 3). 

 

Possibile che tutto questo sia accaduto senza che ce ne siamo accorti? 


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COMMENTI
01/06/2016 - Referendum Costituzionale (Carlo Zardi)

Il Segretario del PARTITO E Capo del Governo ha chiamato un glottologo, al fine di pronunciare correttamente con tono di voce, pausa e sguardo rivolto ai presenti di Piazza Venezia, la seguente domanda: LO VOLETE VOI? esercizio da svolgere più volte davanti allo specchio, con sguardo fiero ed audace.

 
01/06/2016 - Referendum Costituzionale (Carlo Zardi)

Da fonti certe ed attendibili risulta che nottetempo, operai e commessi della Camera e del Senato, siano trasferiti a Palazzo Venezia per pulire i locali, e ristrutturare il Balcone.

 
31/05/2016 - Serve conoscerla la Costituzione (II parte) (Franco Labella)

Se la si studiasse a scuola la Costituzione sarebbe smontata facilmente anche l'altra fola che viene sparsa in tv da Serracchiani e co. "Dopo una discussione durata più di trent'anni noi la riforma l'abbiamo fatta". Serracchiani nel 2006 votava? Certamente sì. Come avrà votato il 25 e 26 giugno al referendum costituzionale sulla riforma Berlusconi? Pure quella era un riforma approvata a norma dell'art. 138 della Costituzione. Quindi Renzi, eventualmente, nella "corsa" e nel "Guinness" arriverebbe secondo. Quella volta finì che il 61,3 % dei votanti votò NO e affondò la pessima riforma Berlusconi. Auguriamoci che Bertinotti venga smentito così Renzi avrà un altro punto di contatto con Berlusconi... Solo che per arrivare a questo esito serve far conoscere all'opinione pubblica quello di cui si discute. Altro che l'abolizione della casta e dei costi.

 
31/05/2016 - Serve conoscerla la Costituzione (Franco Labella)

Per intanto mi associo all'auspicio di Delfini perchè vinca il NO. No alla propaganda ed alla mistificazione. Quella che ancora oggi spaccia, per bocca di Renzi, la riforma come un tentativo di ridurre i costi della politica. Il Senato c'è e resta anche se vincessero i SI, il paragone con i Paesi con Parlamento monocamerale non regge perché, con la riforma, non c'è alcun monocameralismo. Aggiungo alcuni spunti di riflessione partendo proprio da uno degli esempi di Bertinotti. La riforma dell'art. 81 ad opera del Governo Monti è avvenuta in sei (6) mesi. Un tempo record se si pensa che l'art. 138 prevede che la doppia votazione di Camera e Senato non possa avvenire prima che sia trascorso un intervallo di almeno tre mesi. Come si concilia questo dato inoppugnabile con le fole renziane? Eppure allora c'era il bicameralismo perfetto. In ogni caso la tradizione degli Ingrao e dei Berlinguer, espropriati da Renzi con la giusta reazione di alcuni dei loro familiari, è il monocameralismo e non il bicameralismo imperfetto. Ma quanti conoscono cosa siano le due forme di bicameralismo? E quanti cittadini sarebbero in condizione di comprendere il riferimento di Bertinotti al secondo comma dell'articolo 3? Troppo tecnico il mio commento? No, se solo la Costituzione si studiasse a scuola. Ma la Gelmini prima e la Giannini ora non vogliono che gli studenti italiani la studino. Sarà mica difficile capire perché? (Segue)

 
31/05/2016 - REFERENDUM (delfini paolo)

Speriamo che vinca il NO, proprio per contrastare la troika!