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DIETRO LE QUINTE/ Caso Lodi, Pd e magistrati, altolà al giglio magico

Se si sta alle dichiarazioni di Renzi il caso del sindaco di Lodi è "periferico". Eppure il Pd mobilita i suoi uomini migliori nel Csm, Legnini e Fanfani. Il punto di MARA MALDO

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Apparentemente, se si sta alle dichiarazioni di Renzi, il caso del sindaco di Lodi è "periferico". Senza ricadute politiche. Ma allora perché il Pd impone ai suoi pezzi da novanta nel Csm, Legnini e Fanfani, di aprire le ostilità nei confronti della magistratura?

"E se formattiamo?". Sono quasi le tre del pomeriggio di mercoledì 6 aprile. Il sindaco di Lodi, Simone Uggetti, incontra l'avvocato e dominus dell'operazione piscine, Cristiano Marini. Non è un appuntamento qualsiasi. I due amici discutono di come cancellare le prove dal computer. Il primo cittadino ha saputo che la Guardia di finanza sta indagando sulla gara per l'affidamento della gestione delle piscine estive Belgiardino e Attilio Concardi di via Ferrabini. Il bando, secondo la Procura, è stato "cucito addosso" alla società Sporting Lodi Ssd e alla sua satellite Wasken Boys. Le indagini sono iniziate a metà marzo.

I finanzieri monitorano "in diretta" la trattativa. Intercettano il sindaco Pd con un "virus" installato sullo smartphone. Le bozze del bando di gara con le revisioni volute  dal sindaco sono ancora presenti su pc e nella casella mail. La soluzione la suggerisce proprio l'esponente Pd e successore di Lorenzo Guerini: "estrai tutti i documenti e formatti". 

La procedura permette di cancellare in modo "definitivo" le tracce sui computer. Le tracce di cosa? Di una turbativa d'asta in periferia? E per questo si muove al di là delle dichiarazioni di facciata l'intero Pd con dichiarazioni coordinate a discarico del malcapitato sindaco? E si mobilitano come già detto gli uomini migliori di marca Pd nel Csm?

Formattare cosa? A Lodi si mescolano forse le chiavi interpretative per discernere tra il vecchio moralismo della "ditta" e le nuove e più disinvolte procedure che sembrano caratterizzare le odierne leve del Pd renziano. O forse, più semplicemente, prima di arrivare al giglio magico qualcuno intende aprire un varco nelle retrovie del leader dem mettendo sotto pressione uno dei suoi uomini di fiducia, perché è indubbio che il caso Lodi pesi sulla capacità di manovra di Lorenzo Guerini, mediatore per definizione dei conflitti interni del Pd. 

Il vero problema insomma non sono gli oltre cento inquisiti nel Pd, quanto piuttosto capire se nella partita che sembra essersi aperta con i magistrati quel verbo, "formattare", non abbia evocato nella mente degli inquirenti l'orizzonte di segreti ben più rilevanti della turbativa d'asta di un appalto per le piscine comunali. Chi pensava dopo vent'anni di aver formattato il braccio di ferro tra giustizia e politica, distintivo della transizione politica italiana, forse si deve ricredere.

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