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Referendum ottobre 2016 / News riforma costituzionale: Morosini (Csm), “non ho mai detto ‘Renzi va fermato’” (oggi, 5 maggio)

Pubblicazione:giovedì 5 maggio 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 6 maggio 2016, 11.29

Matteo Renzi (Fonte Infophoto) Matteo Renzi (Fonte Infophoto)

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REFERENDUM COSTITUZIONALE D’OTTOBRE 2016, NEWS: CAOS SUL CONSIGLIERE CSM, “RENZI VA FERMATO”. MOROSINI, “NON L’HO MAI DETTO” (ULTIME NOTIZIE OGGI, 5 MAGGIO) - Arriva, forse in ritardo, la smentita di Morosini sul caso scoppiato sul referendum costituzionale di ottobre 2016: dopo la presunta intervista al Foglio, il consigliere del Csm ha rettificato dicendo di non aver mai detto la frase incriminata e da cui è nata la bufera politica che spieghiamo qui sotto - “Renzi va fermato” - in una nota diffusa a mezzo stampa. «Mi sono state attribuite delle affermazioni che non ho mai fatto e dalle quali prendo con nettezza le distanze. Prima tra tutte quella che dà il titolo all’intervista: non ho mai detto “Renzi va fermato”». Il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura non ha però però comunque preso bene l’intera vicenda, riprendendo pubblicamente e in maniera dura l’intervista del consigliere Morosini. Viene definita “inopportuna” che un consigliere Csm partecipi ad una campagna politica come quella referendaria sulle riforme costituzionali.  Il passaggio incriminato sul Foglio, da cui è nato tutto il caos sul referendum costituzionale, è questo: «Se passa la riforma costituzionale abbinata all’Italicum il partito di maggioranza potrà decidere da solo i membri della Consulta e del Csm di nomina parlamentare. Renzi farà come Ronald Reagan, una bella infornata autoritaria di giudici della Suprema Corte allineati con il pensiero repubblicano su diritti civili, economia…uno scenario preoccupante».

REFERENDUM COSTITUZIONALE D’OTTOBRE 2016, NEWS: CAOS SUL CONSIGLIERE CSM MOROSINI, “RENZI VA FERMATO” (ULTIME NOTIZIE OGGI, 5 MAGGIO) - Un enorme caso sta montando sul referendum costituzionale di ottobre 2016: dopo l’intervista - smentita dal diretto interessato - di un consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) di Magistratura Democratica, Piergiorgio Morosini, è montato un caso politico di rilevanza piuttosto ingente dato le parole contenute nello scritto sul Foglio. «Bisogno guardarsi bene dal rischio di una democrazia autoritaria. Un rapporto equilibrato tra Parlamento e organi di garanzia va preservato. Per questo occorre votare No ad ottobre». Obiettivo è fermare Renzi e il suo referendum tanto che lo stesso Morosini avrebbe intenzione di condurre campagna attiva per il No al voto, girando in varie città a cominciare da Palermo dove è stato ex Gip. Bufera politica con i ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che ha chiesto immediati chiarimenti al Csm per le frasi irriguardose del consigliere Morosini: ha risposto il vice presidente Csm Legnini, «Sono inaccettabili gli attacchi a esponenti di governo e parlamento. Noi pretendiamo rispetto per le nostre funzioni, ma per farlo dobbiamo prima di tutto assicurare rispetto ai rappresentanti dei poteri dello Stato». La rettifica c’è stata del diretto interessato - “sono molto ferito, le mie parole sono state travisata” - ma ormai la miccia è scattata con la replica immediata del responsabile Giustizia del Pd, David Ermini che a Repubblica ha dichiarato “Avrei terrore a farmi giudicare da uno così”. 

REFERENDUM COSTITUZIONALE D’OTTOBRE 2016, NEWS: RENZI RIBADISCE, "SE PERDO VADO A CASA" (ULTIME NOTIZIE OGGI, 5 MAGGIO) - Il referendum costituzionale d'ottbre 2016, anziché una consultazione avente come oggetto la riforma che porta la firma di Maria Elena Boschi, rischia di tramutarsi in un quesito riguardante il gradimento fra gli italiani di Matteo Renzi. Ad acuire questa sensazione sono state le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio nell'ormai consueto botta e risposta con i cittadini su Twitter, noto per l'hashtag #matteorisponde. Nel dialogo con gli italiani, come riportato da Adnkronos, il segretario del Pd ha infatti ribadito la volontà di ritirarsi dalla vita politica attiva in caso di vittoria dei No, motivandola in questo modo:"Se perdo il referendum, vado a casa perché sono una persona seria". Renzi ha aggiunto anche che "la stagione dei vecchi politici che stavano incollati alla poltrona" fa ormai parte del passato. Il premier ha poi messo a tacere le indiscrezioni rilanciate dall'Huffington Post secondo cui sarebbe stata sua intenzione anticipare il referendum agli inizi d'ottobre per evitare che la decisione della Corte Costituzione sull'ammissibilità dei ricorsi presentati contro l'Italicum, annunciata per il 4 ottobre, rischi di diventare un argomento scomodo per chi come Renzi in campagna elettorale spingerà per i sì:"A naso si voterà a metà ottobre. Dipende dalla tempistica della presentazione delle firme".



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