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PD E MAGISTRATI/ Da Craxi a Renzi, la "guerra dei 25 anni" non è ancora finita

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Ma questo "fronte del no" di carattere politico è accompagnato da un altro "fronte", quello della magistratura, che teme, in una eventuale riforma costituzionale, un successivo ridisegno degli equilibri tra i poteri, magari seguendo finalmente anche in Italia "L'esprit des lois" di Montesquieu, delle democrazie moderne e realizzabili (non quelle lunari) e una riforma della giustizia che non si ferma solo "all'acqua di rose" delle ferie e della responsabilità civile del giudice. Ma magari affronta il tema che l'illuminista francese specificava considerando "un vero e proprio abuso il fatto che gli stessi soggetti potessero essere juge e accusateur". Cioè giudice e pubblico ministero.

Sarà un caso, ma la guerra tra politica e magistratura comincia in realtà nel novembre del 1987, quando il referendum indetto dai radicali, dai liberali e dai socialisti sulla responsabilità civile dei magistrati ottiene un consenso superiore all'80 per cento. C'è chi mastica amaro e forse comincia a pensare che Bettino Craxi "non poteva non sapere dei finanziamenti occulti", mentre tutti i segretari del Pci, compreso Enrico Berlinguer (che gestiva personalmente uno di questi fondi), potevano non sapere.

La paura di un cambiamento costituzionale e un nuovo equilibrio, anche se possibile o ipotizzabile, nell'equilibrio dei poteri ha una stessa bandiera di riferimento: quello della "questione morale" agitata da Berlinguer, riportata come un manifesto programmatico nell'intervista con Eugenio Scalfari nell'agosto del 1981. Mentre il Pci è alle corde e tutto il mondo comunista e la famosa "lezione di Lenin" è arrivata al capolinea.

Così, quando si deve affrontare il dopo guerra fredda, scatta il fronte della conservazione nostalgica. Non ha alcuna importanza se l'Italia è attraversata da incursori finanziari ed economici, si preferisce azzerare una classe dirigente piuttosto che rinunciare alla conservazione dei propri interessi. La magistratura comincia la sua "guerra", l'apparato mediatico l'appoggia. L'Italia sembra galleggiare su una barca insicura. Arriverà la mareggiata della grande crisi, la recessione, ora la deflazione, affrontata da dilettanti allo sbaraglio e poi da "giovani marmotte", come ha scritto Paolo Cirino Pomicino. C'è un filo rosso che unisce tutti questi fatti e alla fine si comprende che l'attacco della magistratura al Pd, oggi, è in fondo un altro episodio della (per ora) "guerra dei 25 anni".

Una riforma rappezzata, piena di contraddizioni e pure pericolosa in alcuni aspetti, sembra quasi meglio di un ammuffito impianto costituzionale contrabbandato per il migliore del mondo da una retorica e da un'ipocrisia che non conosce limiti.

Matteo Renzi sbaglia a muoversi con un'arroganza che non tiene conto del pericolo che rappresentano gli avversari. Ma se al referendum la riforma verrà bocciata, l'impressione di Napolitano sembra quella più giusta: "Per l'Italia è finita. Non ci sarà più nessuna riforma". Siamo arrivati, in questo guazzabuglio, alla scelta del "meno peggio".

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COMMENTI
06/05/2016 - Quanta mistificazione sul NO al referendum (ALBERTO DELLISANTI)

Anche oggi l'opportunità di leggere SAPELLI e DA ROLD. Grazie al cielo, sempre veritiere le analisi dell'uno e dell'altro. Su Da Rold, due considerazioni. La prima sul riferirsi (con tatto e senno) al Consigliere del CSM Morosini, militante del NO al prox Referendum di ottobre. Penso che Morosini (dalle cui idee io sono lontano) si è fatto "giocare" dalla giornalista del "Foglio" (capace esecutrice del Cerasa/programma) che ha piegato la conversazione col Morosini allo intento (tutto fogliante) di individuare una esecrabilità del pensiero di chi si trova all'antipode della scatenatissima campagna (pro Renzi/Boschi) del neo Direttore. Non è più il tempo del Ferrara che strabordava per l'amor suo Silvio Berlusconi. Vi era perfino del romanticismo nello sposare il Cav, o nel lottare contro l'aborto anche con una lista pazza. O nella stima sua del Papato (tranne Bergoglio però!....). Con Cerasa, il Foglio è l'organo principe del Partito della Nazione (toscana!...) invocato a qualunque costo. Seconda considerazione. E' sul pensiero inventato da Boschi e Renzi e di cui si fa alfiere il vecchio Napolitano. Se vincesse il NO (a ottobre) sarebbe un colpo mortale al desiderio di riforma in Italia. E' una bufala. Ridotto bicameralismo e dimezzamento Parlamentari furono bocciati nel 2006 in odio al Berlusca. E nulla ha vietato che Renzi riformasse di nuovo. Lui stesso (o chi gli seguisse) non potrà non riprendere ulteriore migliore arte del riformare.