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SCENARIO/ Da Davigo al Brexit, ecco chi tiene gli italiani lontani dalle urne

Presentate le liste dei partiti per le prossime comunali. Nel frattempo, continua la "partita" tra Pd e M5s: dopo il sindaco di Lodi, indagato quello di Livorno. GIANLUIGI DA ROLD

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Mentre a Lodi il Movimento 5 Stelle organizza manifestazioni contro il Pd, che ha il sindaco, Simone Uggetti, in galera per turbativa d'asta, a Livorno, ma soprattutto intervenendo via Twitter e Facebook, alcuni dirigenti del Partito democratico quasi esultano per l'avviso di garanzia che ha ricevuto il sindaco, Filippo Nogarin, del M5s.

L' avviso è legato alla richiesta di concordato per l'Aamps come quello ricevuto da Gianni Lemmetti, assessore pentastellato al bilancio. L'Aamps è l'azienda dei rifiuti di Livorno, che ha 50 milioni di debiti. Nell'inchiesta, tuttavia, è finito anche l'ex sindaco del Partito democratico, Alessandro Cosimi.

Lo spettacolo del contenzioso a colpi di arresti e avvisi di garanzia tra Pd e M5s è desolante. Nogarin si dichiara pronto a dimettersi, se l'avviso di garanzia dovesse scontrarsi con l'etica "grillina". Intanto il Pd sembra una "Camera dei Lord" al contrario. Andrea Romano del Pd insorge: "L'avviso di garanzia recapitato a Nogarin arriva nel giorno in cui tutto il suo partito con Grillo e Di Maio è a Lodi per manifestare contro il sindaco, strumentalizzando come al solito le inchieste in corso". Il senatore del Pd Stefano Esposito, altro "lord", specifica: "Noi siamo sempre garantisti e lo saremo anche nei confronti di Nogarin".

Insomma sembra una partita di calcio vista tra due tifoserie faziose, dove l'arresto è un gol e un avviso di garanzia è un corner o forse un rigore. E in fondo per alcuni del Pd è una sorta di compensazione dopo una settimana dove negli ambienti di via del Nazareno la frase che più circolava era quella: "Ci vogliono far fare la fine di Craxi".

In questo spettacolo da "circo", si erge la presunta autorevolezza della magistratura, con le prove di grande equilibrio, "novelli Talleyrand", del presidente dell'Anm, Piercamillo Davigo, e del consigliere togato del Csm, Piergiorgio Morosini, da cui la stessa Anm ha preso le distanze dopo la "controversa" intervista rilasciata al Foglio, con dichiarazioni che in qualsiasi altro Paese democratico occidentale verrebbero bollate come uno "sproposito".

Per inquadrare l'alto profilo politico e istituzionale di questa cosiddetta "seconda repubblica", è significativo il "tormentone", ripetuto sistematicamente da un noto talk show, di una frase pronunciata dall'intramontabile Paolo Mieli: "Passeranno un'estate infernale", riferendosi alle intercettazioni che riguardano esponenti del Pd che verranno rivelate e che probabilmente Mieli ha già letto.

Ora, è difficile orizzontarsi in una simile confusione e concitazione, con il rischio anche di fare la parte del "moralista", che con la politica, a dispetto dei luoghi comuni tanto in voga in Italia, non ha nulla a che fare e soprattutto non è congeniale a chi scrive queste righe. Ma c'è un limite a tutto.

Di fatto oggi (ieri, ndr) comincia ufficialmente, con la presentazione delle liste, la campagna elettorale in alcune tra le più importanti città italiane e già si intravede sullo sfondo lo scontro che ci sarà al referendum costituzionale di ottobre. 


COMMENTI
09/05/2016 - Anche voi del il sussidiario con il silenzio... (orazio bacci)

non e che ci state tanto dentro, non preoccupatevi per la risposta, anzi cancellatemi vostro sito, chi non parla e come morto.

 
08/05/2016 - E Tutto inutile quello che fate,anche fra Davigo e (orazio bacci)

Altri bravi, la situazione e marcia alle radici e perfettamente inutile, agitarsi tanto già il grande Maestro Giacomo Manzù, più di 60 anni fa, asseriva se si alza un ciotolo e marcio anche lì. Meglio lasciar perdere la situazione e ormai insostenibile. A Roma specialmente.