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Elezioni comunali 2016 / Roma, Virginia Raggi e M5s: è pronto l'effetto-soufflé

Pubblicazione:mercoledì 1 giugno 2016 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 1 giugno 2016, 16.35

Virginia Raggi (Foto dal profilo Fb di V. Raggi) Virginia Raggi (Foto dal profilo Fb di V. Raggi)

Lunedì sera è intervenuta a Piazzapulita di Corrado Formigli e ha fatto un’ottima intervista. Le hanno insegnato a sorridere sempre, a non perdere mai la calma, a ripetere a memoria i soliti quattro o cinque slogan fissi. La stessa Paola Taverna è andata su tutti i Tg spiegando che cosa vuole dire assessore a tempo. Tecnicamente sono bravi, peccato che dietro ci sia il nulla.

 

Quindi il bacino di voti di M5s resta inalterato o no?

M5s conserva uno zoccolo duro di veri e propri fanatici, con ragazzotti che votano con la stessa mentalità da stadio che possono avere degli ultras. Il grosso dei voti di M5s arriverà poi come sempre dai delusi i quali anziché astenersi convergono su Grillo perché lo ritengono il meno peggio.

 

In questo momento chi sta prendendo le decisioni nell’M5s?

Luigi Di Maio e Davide Casaleggio.

 

M5s sta attaccando o si sta ripiegando su se stesso?

I Cinque Stelle sono completamente ripiegati su se stessi, e si aggrappano ai risultati delle comunali per trovare una nuova ragione per sopravvivere. La stessa parola “movimento” indica che per andare avanti deve essere in perenne moto, o ricevere continue scosse di adrenalina. E’ come la bicicletta che se non si muove cade.

 

Di Maio e Casaleggio jr sono in grado di rimettere M5s in movimento?

In realtà il movimento non esiste più, perché non ci sono più attivisti e militanti ma prevalgono gli arrampicatori e quelli che vogliono fare i politici stipendiati. Forse al Sud c’è ancora un po’ di entusiasmo, tanto è vero che nel Mezzogiorno M5s prende il doppio dei voti rispetto al Nord. Ma lo spirito originario non c’è più.

 

Che cosa è venuto meno?

E’ venuta meno la novità del cittadino normale che va al potere. Lo stesso mito della casalinga è stato distrutto dalla vicenda di Patrizia Bedori, designata dalla base a Milano e poi ritiratasi tra mille polemiche.

 

Da che cosa dipende il futuro di M5s?

Se M5s non vince a Roma perde tutto. Anche se la Raggi dovesse ottenere il 30% al primo turno, se poi al secondo turno perde anche solo dell’1%, questo porterebbe M5s a ridimensionarsi.

 

Con quali conseguenze?

Se non vince la Raggi ci sarà un crollo psicologico. Già in passato Grillo ha avuto molte volte la voglia di mollare tutto. Potrebbe finire come con L’Uomo Qualunque, il soggetto politico di Guglielmo Giannini attivo negli anni 40. Questi movimenti possono crescere enormemente in breve tempo, ma anche sgonfiarsi come un soufflé.

 

(Pietro Vernizzi)



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