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AMMINISTRATIVE 2016/ Caldarola: Renzi vince il referendum ma perde le politiche

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Matteo Renzi  Matteo Renzi

AMMINISTRATIVE 2016. “Renzi ha sottovalutato l’importanza strategica delle elezioni comunali, perché non si è reso conto che la legge elettorale delle amministrative è molto simile all’Italicum e che la sua sconfitta nelle grandi città prelude a una debacle nelle prossime politiche”. E’ il commento di Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità ed ex parlamentare dei Ds. Il Pd ha raccolto un risultato deludente nelle principali città. A Roma Giachetti ha preso il 25%, contro il 35% della Raggi (M5s). A Milano Sala è in testa (41,7%) con un distacco minimo con il candidato del centrodestra, Parisi (40,78%). Mentre a Napoli Valeria Valente si è fermata al 21,13% e non è riuscita nemmeno ad arrivare al ballottaggio.

 

Come vede Renzi dopo il primo turno delle Comunali?

Il premier è sconvolto. Sta toccando con mano una cosa che non credeva possibile, e cioè che mettersi contro tutti non aumenta i consensi ma li diminuisce. La battaglia delle Comunali, che aveva sottovalutato, per il premier rischia di diventare totalmente perdente. Tutti i fronti nelle diverse città sono aperti, e quindi Renzi non aveva previsto l’importanza strategica di questa campagna amministrativa. A ciò si aggiunge una sconfitta d’immagine.

 

In che senso?

A sfidare il Pd sono candidature femminili come la Raggi a Roma, la Appendino a Torino e la Bergonzoni a Bologna. Dopo essersi vantato di avere portato molte donne nella sua segreteria, Renzi si trova a combattere solo con uomini mentre i suoi avversari schierano delle donne molto dotate.

 

In quali città i candidati del Pd rischiano di più e perché?

A Roma il rischio è molto grosso perché Giachetti si porta appresso una zavorra che non è sua, a causa della gestione di Marino ma soprattutto del post-Marino, legata agli errori di Orfini. A Milano Renzi era convinto di vincere facile candidando Sala, l’uomo dell’Expo. La trovata geniale di Berlusconi che ha candidato Parisi, un manager della stessa caratura di Sala, per giunta con un maggiore appeal mediatico, ha creato una difficoltà. A Torino si trova a dover fare i conti con la Appendino, un’avversaria che è molto più forte della Raggi a Roma, in quanto ha fatto cinque anni di consiglio comunale ed è stimata. Fassino d’altra parte è stato un buon sindaco, ma il suo rischio è che passi l’idea che bisogna voltare pagina comunque.

 

Renzi ha detto che se il Pd perde a Roma non si faranno più le Olimpiadi. E’ la stessa logica degli 80 euro?


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