BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

REFERENDUM COSTITUZIONALE/ Renzi ne parla ogni giorno, ma nessuno ne sa nulla

Pubblicazione:domenica 12 giugno 2016 - Ultimo aggiornamento:domenica 12 giugno 2016, 10.58

Infophoto Infophoto

E' in quest'ottica che vengono in rilievo le forme della comunicazione pubblica, peraltro strettamente funzionali agli obiettivi perseguiti attraverso di essa: sintetico ed essenziale, composto prevalentemente di slogan più o meno efficaci il linguaggio della politica, più razionale e approfondito in quanto nutrito, oltre che di considerazioni specifiche, di argomentazioni rigorose e congrue, il linguaggio della comunicazione tecnico-scientifica. Quest'ultima infatti non mira tanto a sviluppare un consenso popolare quanto, piuttosto, a divulgare consapevolezze credibili anche in quanto autorevoli, fondate cioè sulla caratura tecnica di chi le rende.

Nel contesto ora descritto, può accadere dunque che la riforma costituzionale sia presentata con accenti diversi o contrastanti, virtuosa o anche "ideale" secondo una certa comunicazione politica; lacunosa, disarticolata e persino pericolosa secondo una visione di parte politica avversa, in fine, complessa, carente, suggestiva o apprezzabile all'occhio tecnico di un costituzionalista. Sul primo versante, il medio comunicativo è per lo più costituito da formule efficaci e sintetiche (contenimento dei costi della politica, democrazia decidente etc.) che colpiscono un lettore-laico (del diritto costituzionale) ma che non corrispondono sempre e senz'altro alla verità "tecnica" dei contenuti del nuovo testo legislativo. Questa comunicazione politica si condensa cioè nell'espressione di un linguaggio che fa leva su topoi ritenuti generalmente comprensibili, definisce in sintesi gli obiettivi politici della riforma e si spiega in funzione di un obiettivo anch'esso puramente politico qual è l'approvazione del referendum, su cui il Governo, per bocca dei suoi esponenti di maggior spicco, dichiara di giocarsi la propria esistenza.  

La comunicazione scientifica ragiona analiticamente ed argomenta, sia pure con diversità di vedute, sulle soluzioni recate da quello che potrebbe essere il nuovo testo costituzionale, ne verifica le incongruenze o ne esalta gli esiti migliorativi, si confronta insomma in un quadro di riferimento complessivo. Esso è rappresentato essenzialmente dai valori propri del costituzionalismo democratico, dalla tutela del pluralismo all'equilibrio tra i poteri dello Stato, dai connotati della democrazia parlamentare al ruolo complessivo delle autonomie territoriali, alla condizione dei diritti politici. L'attenzione è posta anche alla coerenza tra sistema dei diritti e principi fondamentali, per un verso, ed assetto organizzativo della forma di Stato e di governo, per l' altro. 

In quest'ordine di idee, non può sorprendere che si intenda il modello riformato come ispirato piuttosto alle ragioni di una democrazia decisionista basata su poteri forti dell'Esecutivo e con un Parlamento chiaramente infiacchito nella sua azione di controllo e di freno all'azione di Governo, oltre che nella consistenza rappresentativa. Tanto non equivale senz'altro ad innescare dubbi di tenuta dell'ordinamento democratico ma a rivelare profilature del nuovo assetto organizzativo perché l'espressione referendaria possa risultare nella decisione consapevole dell'alternativa verso la quale si viene, eventualmente a prestare consenso. 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >