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SCENARIO/ Dai ballottaggi alla Brexit, comincia la settimana che fa "ballare" il governo

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Maria Elena Boschi, "vestale" del renzismo (Infophoto)  Maria Elena Boschi, "vestale" del renzismo (Infophoto)

AMMINISTRATIVE 2016 E BREXIT. Questa volta è difficile nascondersi. Per la politica italiana e per quella europea cominciano dieci giorni decisivi. Da un lato, domenica 19 giugno, i ballottaggi in cinque grandi città che possono cambiare l'assetto politico italiano, qualunque cosa si voglia far credere. Poi, il 23 giugno, la partita della Brexit, il referendum su cui si decide se l'Unione Europea resta o no ufficialmente "orfana" della Gran Bretagna, con un'uscita che ha già cominciato a preoccupare i mercati borsistici, a quanto si dice, dall'ultima seduta di venerdì.

Forse c'è una ragione se un personaggio della finanza mondiale, come George Soros, vede tanta incertezza in giro per il mondo da investire soprattutto in lingotti d'oro, bene rifugio estremo nei momenti di crisi, di stagnazione cronica e di svolte imprevedibili in campo politico ed economico.

Andiamo comunque con ordine. Nell'ultima domenica prima del voto in Italia, sono andati in scena i confronti per Roma e per Torino, sotto la direzione di una "vestale", Lucia Annunziata, della seconda (e altre) repubblica. Un'altra "vestale" che viene da lontano, Maria Latella, si è concentrata sul ministro alle Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi, l'intraprendente signorina che viene soprannominata da alcuni maligni la "spietata vispa Teresa" della politica italiana.

Nel suo complesso, lo spettacolo che è andato in scena nell'ultima domenica del voto non ha sconvolto le platee televisive italiane. Per Roma il dibattito è risultato più "vivace". E in effetti polemiche e frecciate non sono mancate, accompagnati anche da scambi duri e scarsa schermaglia ironica. L'eterea e pentastellata Virginia Raggi ha messo sostanzialmente Roberto Giacchetti alla testa di un "patto del Nazareno all'amatriciana". Giacchetti è un gentiluomo, ma non si è tirato indietro: "Mafia capitale è nata con Alemanno che oggi appoggia Virginia Raggi". E poi, la signora, secondo il candidato del centrosinistra, è inadeguata, insomma non è all'altezza della situazione.

Certo che un dibattito di questo tipo, su una capitale che ha un debito mostruoso, dove regnano topi, immondizia e disfunzioni di ogni tipo, deve difficilmente avere invogliato al voto e convinto gli incerti. Più che un confronto politico è sembrato un derby.

Sostanzialmente migliore il confronto tra Piero Fassino, un vecchio signore che capisce di politica, e Chiara Appendino, la nuova stella pentastellata di Torino. Ma nulla di nuovo sotto il sole. Per Chiara Appendino forse c'è una "narrazione" (parola ormai di grande moda, quasi come "location") di Fassino in cui una parte di Torino non si ritrova. Ma per questo basta guardare il risultato del voto!

Poi un pro (Appendino) e un contro (Fassino) sul reddito di cittadinanza. Infine ancora polemiche, "Il programma dei 5 Stelle è un castello dei no", dice Fassino. In più, l'appoggio di tanti esponenti di destra fa della lista di Chiara Appendino una sorta di contenitore dove "si mette insieme il diavolo e l'acqua santa". Si riparla di Tav, di povertà. Non si scende ai livelli del "romano" moderno, ma si resta sul nervoso, che investe persino di sponda il ministro Boschi. 



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COMMENTI
13/06/2016 - RAI 3 ieri sera domenica 12/6 (ALBERTO DELLISANTI)

Grazie all'articolo di Da Rold sono ora informato anche dell'intervista della Latella alla Principessa Maria Elena Boschi, vero premuroso nume tutelare del suo e nostro Presidente del Consiglio. Oltre ad essere voce che mai è dal sen fuggita, ma volutamente dura, spregiudicata, spaccamonti. Non ho potuto seguire le interviste a Sala e Parisi svolte da Lucia Annunziata, potendo solo seguire, ieri pomeriggio ( parzialmente) quelle fatte a Raggi e Giachetti, nonché a Fassino e Appendino. Leggendo Da Rold, con la sua consueta pennellata ho trovato il quadro delle due serie di interviste, la romana e la torinese.. Sentendo ieri sera il TG3, ho ascoltato accettabili riferimenti su queste ultime due. Ma il Tiggì Tre ha passato sotto silenzio l'intervista a Sala e Parisi. Al suo posto ha trasmesso una lunga intervista di un giornalista della testata al solo Sala. Un bello spottone. Un bello, iniquo regalone a Mister Expo. Una vera presa in giro dei telespettatori, che solo nel consecutivo TG Regionale Lombardia hanno poi avuto notizia del duo Sala Parisi ospite dall'Annunziata. Ciliegina sulla torta del complessivo imbroglio: chi ha confezionato il servizio ha stretto al massimo, niente Annunziata, due riferimenti interessanti dalle risposte di Sala, e due riferimenti di pura routine dalle risposte di Parisi. Viva la Rai e il TG3, viva il canone, viva Renzi, viva la sciura Boschi e il TGR Lombardia.