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Politica

BALLOTTAGGI 2016/ Sondaggi, Piepoli: vince chi è in testa, con una incognita…

Siamo ormai alla vigilia del voto sui ballottaggi e i sondaggi, noti ai leader e alle segreterie dei partiti, non si possono divulgare. Nondimeno NICOLA PIEPOLI ha le idee abbastanza chiare

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Siamo ormai alla vigilia del voto sui ballottaggi e la curiosità di sondaggi che non si possono divulgare cresce con il passare delle ore. L'assurda legge italiana, che in questo caso non si adatta proprio ai cosiddetti paesi più avanzati, viene scrupolosamente rispettata dai grandi esperti. Quindi non puoi arrivare sotto urna, magari dopo aver saputo l'ultimo rilevamento ascoltato poco prima.

Chissà se Nicola Piepoli, grande analista, riesce in qualche modo ad anticipare, magari in qualche modo, magari con metafore immaginifiche, un risultato che sembra atteso con grande apprensione dalla maggioranza e dall'opposizione del governo di Matteo Renzi. Anche se poi tutti dicono che si tratta di "elezioni locali", comunali, che riguardano solamente gli enti locali, realtà periferiche.

Piepoli, ci faccia capire qualche cosa, per favore.

A chi ha già, sarà dato di più, a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.

Ma che cosa sta facendo, si mette a citare le Sacre Scritture?

Ne sono costretto, ma le interpretazioni non dovrebbero essere così difficili per vedere almeno in controluce quelle che sono le tendenze di fondo. Poi, attenzione, tutto diventa opinabile, tutto è sempre opinabile e nulla è sicuro in casi come questi.

Allora tentiamo noi un'interpretazione. Ci sono quelli che al primo turno sono andati bene, che al momento sono in testa, che alla fine hanno una rendita di posizione e un vantaggio che verrà confermato. Giusto?

Mi pare che il suo ragionamento non faccia una grinza. C'è anche qualche cosa di lapalissiano, non oso dire di banale.

Se a chi ha verrà dato, vuol dire che quelli che sono in vantaggio, appunto, dovrebbero avere ancora di più. Ma questo non è in contrasto con quello che si dice di solito: il ballottaggio è una partita che comincia da capo, una partita completamente nuova, un confronto carico di incognite che può rovesciare ogni pronostico ragionevole?

A mio avviso è meglio affidarsi alle Sacre Scritture. Anche per quanto riguarda l'affluenza al voto.

Infatti, era una domanda che aveva in mente la percentuale sull'affluenza al voto. Ci sarà un grande scarto tra la partecipazione al primo e al secondo turno di queste amministrative?

Entriamo nella fisiologia di un elettorato che ormai ha le sue percentuali come in altri paesi del mondo democratico occidentale. Non vedo la possibilità di eccessivi scarti tra un turno di votazione e l'altro.

Allora ammettiamo che, stando alla grande tradizione che lei ha scomodato, si verifichi il rafforzamento di ha già, di chi ha avuto già un consenso significativo. Questo elimina qualsiasi sorpresa?