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BALLOTTAGGI 2016/ Formica: a Roma vince Raggi, "sorprese" a Milano e a Torino

Pubblicazione:venerdì 17 giugno 2016

Virginia Raggi (Foto dal web) Virginia Raggi (Foto dal web)

BALLOTTAGGIO 2016. “Mi fa specie che D’Alema non abbia avuto il coraggio di ribadire pubblicamente le parole che aveva detto in privato sulla Raggi, tanto più che a muoverle non era stato rancore personale contro Renzi ma una scelta che riguarda la democrazia nel nostro sistema politico”. Lo rimarca Rino Formica, ex ministro del Lavoro e per due volte ministro delle Finanze. Mercoledì Repubblica ha pubblicato indiscrezioni in base a cui l’ex presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, privatamente avrebbe detto: “Voto per la Raggi e invito chi mi chiede un consiglio a fare altrettanto”. In giornata è arrivata la smentita di D’Alema, che ha precisato: “Si tratta di una montatura contro di me. Stanno cercando un capro espiatorio perché pensano che i risultati di domenica non saranno soddisfacenti come vorrebbero”.

 

Formica, lei come legge il caso D’Alema relativo alle sue presunte affermazioni sulle comunali di Roma?

D’Alema è da tempo che all’interno del Pd, insieme a una parte della minoranza del suo partito, dimostra segni di insoddisfazione e di ostilità. Quando la minoranza Pd ha posto il problema della connessione tra il voto referendario e la legge elettorale, ha messo in relazione due cose apparentemente distinte ma in realtà legate tra loro. La riforma costituzionale infatti, con semplificazione e accentramento di potere da parte del governo, cade in un periodo nel quale c’è una forte crisi del sistema politico. A ciò si aggiunge una forte ondata di personalizzazione della politica che nell’area di centrosinistra è interpretata da Renzi.

 

Perché tutto ciò si lega al sistema elettorale?

Perché l’Italicum dà un premio al partito che raggiunge la maggioranza relativa, facendola diventare ampia maggioranza assoluta. Il problema posto dalla minoranza Pd quindi non è soltanto di efficienza e di semplificazione, ma anche di scontro tra democrazia e totalitarismo. Quando D’Alema e la sinistra interna pongono questo problema, toccano dunque una questione che riguarda l’intero sistema politico italiano.

 

Che cosa c’entra tutto ciò con le presunte dichiarazioni di D’Alema sulla Raggi?

Se ciò che muove D’Alema non è un rancore personale, ma una valutazione del rischio democratico che sta correndo il Paese, mi fa specie che non abbia avuto invece il coraggio di confermare pubblicamente ciò che aveva detto in privato.

 

Lei come spiega il fatto che D’Alema abbia invece smentito tutto?

In D’Alema c’è un residuo di patriottismo di partito alla vigilia delle elezioni. Non è comunque un caso che la vicenda sia scoppiata alla vigilia delle elezioni, quando questi giudizi erano già in circolo negli ambienti giornalistici da almeno 15 giorni.

 

Perché a sollevare l’intera vicenda è stata proprio Repubblica?


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