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BALLOTTAGGIO ROMA 2016/ Occhio, Raggi, rischi la fine di Formentini a Milano nel '93

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Marco Formentini  Marco Formentini

Formentini preferiva barricarsi nel suo studio e non "contaminarsi" con contatti di qualsiasi genere. In questo modo, l'innovazione "rivoluzionaria" del movimento nuovo, di quella che oggi di traduce con anti-politica, fu l'immobilismo istituzionale. C'è un fatto a suo modo clamoroso. Milano, sin dai tempi di Emilio Caldara (1914), aveva un disegno ambizioso: quello di una rete metropolitana a vasto raggio, che avrebbe collegato diverse città lombarde. Lo studio è ancora in qualche archivio del Comune.

Poi Milano dovette aspettare la fine degli anni Cinquanta per la sua MM, ma Formentini fece "di più": decise di bloccare la realizzazione di altre linee metropolitane per sostituirle con la metrotranvia, ovvero linee tranviarie di superficie con alcuni tratti protetti. Benché considerato inadeguato, il progetto verrà poi realizzato dal successore Gabriele Albertini, anche per non perdere i fondi già stanziati. Chissà perché quella scelta di Formentini ci è venuta in mente, quando Virginia Raggi, candidata sindaco a Roma, ha peoposto la famosa funivia. Vedremo.

Ma ritornando a Formentini, quella scelta antimetropolitana fu una delle performance che assicurarono al sindaco leghista l'insuccesso più clamoroso che si potesse immaginare nel 1997. Marco Formentini, da sindaco uscente, non raggiunse neppure il ballottaggio. E poi, in una sorte di disillusione complessiva, se ne andò via anche dalla Lega Nord.

Che significato può avere la parabola leghista al Nord in questa nuova Italia che si presenta alle amministrative di domenica ? Definire l'anti-politica in una situazione come quella che si sta vivendo in questo periodo nella democrazia italiana, e in fondo in tutta quella del mondo occidentale, non è affatto una cosa semplice. Tuttavia questa tendenza di natura manichea, di rappresentare completamente il "nuovo" rispetto a una realtà tutta da condannare e da cancellare, è il tratto più significativo che si può notare a distanza di venticinque anni tra la Lega Nord dei primi anni Novanta e il M5S che sta caratterizzando la nuova stagione politica.

Alla fine, la politica, anche nell'amministrazione di una città , di una grande città, resta sempre il metodo guida. L'arte del possibile, la necessità di un compromesso onorevole e funzionale è l'obiettivo migliore. In sintesi, il canovaccio delle "scelte etiche", l'eccessivo zelo, con la pretesa di rappresentare la "purezza" diventano spesso un boomerang, che produce contraccolpi. Se questo discorso ha avuto un banco di prova a Milano, forse a maggior ragione vale per Roma, nella situazione in cui si trova la capitale dopo anni di finanza allegra e di amministrazione senza alcuna senso logico.

Il sempiterno ritorno e richiamo all'onestà, all'etica, alla pulizia ha qualche cosa di non convincente. Quasi una "excusatio non petita". Con tutta probabilità l'anti-politica di Formentini è stata una "tragedia" per Milano e anche per il motore d'Italia in un periodo cruciale degli anni Novanta. Il richiamo agli stessi "valori" fatto dalla Raggi può trasformarsi in una farsa, destinata ad affogare tra debiti, topi, immondizia, buchi nelle strade in un'Italia che conta sempre meno.

Del resto, dopo tanti anni di predicazione contro la politica, bisognerà pur goderseli i "frutti" di questa anti-politica, di questa "nobile" campagna anti-casta.



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COMMENTI
18/06/2016 - Contro la candidata Raggi (ALBERTO DELLISANTI)

Raggi uguale a Formentini. Obiettivamente un invito, giunto proprio sotto le urne, a non votare a Roma la candidata Cinque Stelle che è in testa nel Ballottaggio.