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2 GIUGNO 2016/ Lo spirito del '46? Non si fa un referendum per "asfaltare" gli altri

Pubblicazione:giovedì 2 giugno 2016

Sergio Mattarella (Infophoto) Sergio Mattarella (Infophoto)

Eppure, nonostante le comprensibili contestazioni, la decisione di esentare gli autori di reati gravissimi dalla relativa responsabilità penale fu decisiva per l'avvio della Repubblica. Impedendo la prosecuzione per via giudiziaria della passata guerra civile, detta decisione servì a chiudere i conti con il passato e a porre le condizioni per una futura e pacifica convivenza fra i liberatori e gli alleati degli occupanti.

Dalle due decisioni politiche richiamate deriva un'unica conclusione. Le crisi di regime non si superano imponendo nuove regole dall'alto, ovvero denigrando e sbeffeggiando le minoranze dissenzienti. Le transizioni costituzionali, piuttosto, si chiudono recuperando nel popolo le ragioni di coesione e di speranza per il futuro. Questa è l'attualità della lezione promanante dal referendum istituzionale del '46. Ma perché ciò accada, occorre la disponibilità al sacrificio.



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COMMENTI
02/06/2016 - Uitile conoscere la storia costituzionale (Franco Labella)

Posso solo ringraziare il prof. Tondi della Mura non solo per aver scritto un articolo equilibrato ma, soprattutto, per aver fatto comprendere, senza ombra di dubbio, perché servirebbe far riprendere a studiare la Storia, la Storia costituzionale e la Costituzione ai nostri studenti. Se per caso il ministro Giannini avesse la ventura di leggere l'articolo (o la sua addetta stampa dott.ssa Migliozzi glie lo segnalasse), le pongo tre domande: perché ha ritenuto di non mettere mano ai curricola del riordino Gelmini? Perché vuole lasciare i nostri studenti ignoranti? Perché vuole che l'Italia continui a violare la Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio d'Europa in materia di competenze di cittadinza dei nostri studenti? Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia