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Elezioni Comunali 2016/ Mannheimer: da Sala a Meloni e Raggi, tutti vittime del "voto liquido"

Roberto Giachetti (Infophoto) Roberto Giachetti (Infophoto)

Difficile dirlo. Anche se, in termini espliciti, la polemica di Letta faceva riferimento al fatto che il voto in due giorni costava di più.

 

Lei come vede le sfide di Milano e di Roma?

La sfida di Milano è molto combattuta e si deciderà al ballottaggio. Nel capoluogo lombardo la campagna elettorale è stata forse meno intensa di quello che ci si sarebbe potuto aspettare o auspicare, e sicuramente tutto si deciderà al secondo turno, al di là del risultato del primo. A Roma i sondaggi vedono tutti Virginia Raggi in testa rispetto agli altri candidati. Bisogna vedere se questa previsione sarà confermata.

 

In che cosa si differenziano le sfide di Milano e di Roma?

Entrambe sono molto importanti dal punto di vista politico, perché una sconfitta del Pd a Milano e a Roma inciderebbe molto negativamente sul governo. La sfida di Milano però è tra candidati che, sia pure con politiche molto diverse, assicurerebbero comunque un governo molto accettabile alla città. Mentre a Roma sono in lizza personalità molto differenti tra loro.

 

Giachetti non è considerato un renziano, mentre Sala è stato scelto direttamente dal premier. Quanto conta questo fatto?

Per Renzi una sconfitta a Milano sarebbe uno smacco ancora maggiore. Ma anche perdere a Roma sarebbe un tracollo non indifferente. Anche per questo Renzi ha sottolineato molto di più il referendum di ottobre che non la tornata delle amministrative.

 

Intende dire che il presidente del Consiglio ha paura di perdere nelle grandi città?

Bisognerebbe chiederlo a Renzi, ma io penso che tutti quelli che competono abbiano paura di perdere.

 

(Pietro Vernizzi)

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