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ELEZIONI 2016/ La Caporetto di Renzi

Pubblicazione:lunedì 20 giugno 2016

Luigi Di Maio e Beppe Grillo (Infophoto) Luigi Di Maio e Beppe Grillo (Infophoto)

Ma l'ammucchiata della dissidenza, non c'è dubbio, si sta rafforzando nel Paese e bisogna vedere quanto peserà in Parlamento. Poi c'è un problema interno al Partito democratico, che si aprirà con "ampi ragionamenti e analisi" il 25 giugno. Qui sarà la minoranza ad alzare il prezzo e occorrerà vedere se di fronte a questo risultato, Renzi manterrà la promessa di usare sempre il "lanciafiamme", metaforicamente s'intende. In tutti i casi, l'aria di rissa e di accuse reciproche si respira ampiamente.

La linea difensiva di Renzi, in questo momento, può essere concentrata non tanto sulla tenuta di Bologna, quanto sull'affermazione di Milano che, seppure di misura, ha un significato particolare: per il ruolo che Milano ha nel Paese, per la tenuta di Giuseppe Sala di fronte alle varie opposizioni, perché Sala è stata la prima scelta di Renzi.

Ma la vittoria di misura di Milano va considerata anche sulla scia del successo dell'Expo, sulla mancanza della protesta organizzata e forte del M5s, sul fatto che ormai la concorrenza del centrodestra è logorata.

Il tripolarismo italiano ha soppiantato in questi anni il vecchio bipolarismo che doveva essere una delle opzioni della mitica seconda repubblica. Il panorama principale, che esce dal voto al momento, è quello di una vasta articolazione: con un centrodestra claudicante; una Lega che spesso straparla, non sfonda e arriva a perdere persino Varese; un centrosinistra in difficoltà e un "renzismo", ultimo prodotto di questo centrosinistra, che pare al termine di un ciclo. L'unico vincitore reale, che spazza via tutti dal confuso tavolo della politica italiana è la protesta messa in piedi dal "comico" e ispirata dai cultori anti-casta. Adesso, in piena crisi, è arrivato il momento delle scelte finali e della grande confusione. Un autentico guazzabuglio, che possono mettersi a contemplare il de Magistris di Napoli, i "pentastellati", i nuovi piccoli ras locali che vivono alla periferia di quello che pensavano fosse un impero. Si pensi che a Benevento ha vinto addirittura il sempre "giovane" Clemente Mastella.



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COMMENTI
21/06/2016 - Articolo frastagliato (ALBERTO DELLISANTI)

Il titolo dice Caporetto per Renzi. Ma così rispecchia una parte del pensiero di Da Rold, che per altra parte ha un occhio di riguardo per Sala (e in un certo qual modo anche per Renzi, di cui non ha certo desiderato una Caporetto, sponsorizzando domenica la vittoria di Sala, con connessa vittoria di Renzi a Milano). Caporetto sarebbe stata se avesse vinto il bravo Parisi. Resta la verità di una sconfitta netta tra Napoli, Roma e Torino e Trieste, e di una vittoria debole a Bologna. Io non mi orizzonto tra la frase che dice che "il Governo Renzi è ormai in panne e respira aria di minoranza nel Paese" e la frase con cui Da Rold riferisce con indulgenza del "lanciafiamme" evocato da Mister Renzi, chiarendone il carattere di metafora. Ma la parola del Mister resta incendiaria. Non mi orizzonto nemmeno per due frasi rivolte ai Cinque Stelle. "Ammucchiata della dissidenza" si dice a un certo punto. E di Torino si dice che dopo avere subito il tramonto della Fiat "è finita nelle mani dei pentastellati". Che disistima. Eppure e passato del tempo dalla incommendevoli figure delle Lombardi, dei Crimi, ecc ecc e dei grevi sermoni apri scatole di tonno del Beppe comico/politico. Scomparso Casaleggio. E sono mesi che Grillo ha fatto un passo del tutto a latere. Il M5S ha una testa che sono Di Majo e Di Battista, e personale politico di livello come l'Appendino e la Raggi. Ancora una cosa. Il Centrodestra a Milano non è logoro! Anche se non è ancora risolto l'ostacolo Berlusconi.

 
20/06/2016 - Renzi (delfini paolo)

Dalle comunali esce indebolito l'asse trasversale pd-fi-ncd-sc-sel, finalmente.Il problema è che i 5 stelle non sono un'alternativa a tale asse, ma semplicemente un'appendice di tale schieramento, vedi tsipras in Grecia o o podemos in Spagna.

 
20/06/2016 - Ciaone a auguri! (Carlo Cerofolini)

Visto come sono andate a finire (male) le elezioni amministrative per il Pd forzatamente renzizzato e per Renzi stesso – che, dopo le rottamazioni, ora ha addirittura “diplomaticamente” promesso di volere usare il lanciafiamme (sic) per rimettere in riga il partito di cui è segretario - non è che questa situazione, pur in sedicesimo, ricordi per certi versi quello che successe all’Urss e al Pcus quando Gorbaciov, volendo cambiare il comunismo sovietico dal suo interno, ne accelerò solo l’implosione? Ciaone e auguri!