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SCONFITTA PD/ Chiti: le elezioni non si vincono a suon di tweet

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Partendo dalla sfiducia si tratta cioè di porsi questioni positive. Anziché rinchiuderci nel fortilizio istituzionale, occorre il coraggio di rinnovare i servizi che consentano alle persone di realizzarsi. Alla sfiducia bisogna quindi rispondere con programmi concreti e con grandi valori. Basti pensare a quello che hanno compiuto Benedetto XVI e Papa Francesco nella Chiesa cattolica. La Chiesa è stata attraversata da contestazioni e momenti di sfiducia, come le vicende della pedofilia, eppure gli ultimi due Papi sono stati in grado di rispondere a queste sfide.

 

Per Bersani, il Pd ha perso alle Comunali perché “noi appariamo troppo spesso quelli dell’establishment”. Non è inevitabile per un partito di governo?

E’ chiaro che un partito di governo rappresenta le istituzioni. Si può però svolgere una funzione di governo incontrando popolazioni e cittadini, oppure chiudendosi nei palazzi delle istituzioni e pensando che per comunicare bastino Twitter e la tv. C’è una comunicazione fatta di rapporto diretto. Se guardo ai membri del governo, il presidente del consiglio e qualche ministro incontrano le persone, mentre molti altri considerano questo aspetto come non rilevante.

 

Venerdì c’è la direzione del Pd. Che cosa cambierà nel partito dopo questo voto?

Mi aspetto che ci sia una discussione seria, perché nessuno di noi ha la verità rivelata in tasca. Questa discussione deve riguardare la lettura del voto, i segnali che emergono, quello che dovremmo fare per rispondervi. Occorre inoltre fare uno sforzo per vedere se nelle analisi ci sono dei punti in comune, nonché se nella discussione individuiamo azioni, obiettivi e metodi per realizzarle. Questo si aspetta la gente da noi, e non che si cominci la discussione dagli organigrammi.

 

Il problema è il doppio incarico premier-segretario di Renzi?

No, il problema non è il doppio incarico di Renzi, bensì chi debba eleggere gli organismi dirigenti di un partito. Io sono d’accordo sul fatto che ci siano le Primarie, ma vorrei che fossero previste e regolamentate dalla legge. Quando si sceglie un candidato sindaco, un presidente di regione o un premier, è giusto avere le Primarie cui partecipino anche i cittadini non iscritti ma che si riconoscono in una coalizione. Ma quando si fa un Congresso sulle direzioni regionali e nazionale, cioè sui segretari, è giusto che chi partecipa siano gli iscritti, altrimenti non c’è differenziazione di ruolo.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
22/06/2016 - incapacita dei poltronieri (RUGGIERO DAMBRA)

questi poltronieri sono stata la vergogna del PD. prima di parlare di Renzi, questi signori con la paura di perdere la propria poltrona anno creato un clima di litigio nel partito che i lettori del PD anno declinato il propio non voto al segretario. in roma capitale e' stato MARINO a rompere le uova con la sua mania di fare piu del dovuto si doveva dimettere subito per quello che era successo ed invece a fatto il furbo di arrampicarsi agli specchi rotti e caduto giu' il motivo guarda caso e' sempre la propia poltrona, e' se poi mettiamo la grande ammucchiata fatta dal centrodestra dove anno regalato i propi voti al magnaccio italiano detto il GRILLO PARLANTE. e venuto fuori il paese spaccato e non per merito del magnaccio ma per demerito dei soliti ignoti {la poltrona e' mia e' basta} non anno ancora iniziato a governare e' gia iniziata la polemica dei grandi stati mondiali che giudicano il movimento 5 stelle non adatto a governare un paese come l'italia ne vedremo delle belle da parte del brexit del NO NO NO NO NO.

 
22/06/2016 - Esercizio di carità (Giuseppe Crippa)

Il senatore Chiti ritiene che la sconfitta del PD sia dovuta al fatto che il segretario ed i candidati sindaco sono scelti da primarie aperte ai non iscritti (e magari a stranieri o a persone prezzolate) e vorrebbe appunto che lo Stato legiferasse su come farle eseguire, riconfermando così la sua appartenenza ad una cultura che vede nello Stato l’organo cui demandare la soluzione di tutti i problemi della convivenza umana. Vedo la pubblicazione in prima pagina di questa intervista da parte di un giornale che crede nella Sussidiarietà, cioè nella necessità che ciascuno risolva al suo livello i problemi che lo toccano senza chiedere l’intervento di chi dovrebbe occuparsi di problemi più generali, un bell’esercizio di carità e tolleranza.