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SCONFITTA PD/ Violante: Renzi è lontano dalla sofferenza della gente

Luciano Violante (Infophoto) Luciano Violante (Infophoto)

Alle comunali il consenso del Pd è venuto prevalentemente dai quartieri benestanti, mentre è mancato nei quartieri disagiati. Questo fatto denota un cambiamento di collocazione sociale del Pd. Quanti non hanno bisogno della politica hanno votato per il Pd, quanti ne hanno bisogno hanno votato per M5s.

 

Il Pd è diventato il partito dei ceti medio-ricchi?

Il Pd è diventato il partito dei ceti che non hanno bisogno della politica per vivere, cioè di quelli che hanno una loro autonomia economica, un loro “standing” sociale e vivono in quartieri tutto sommato funzionanti.

 

Perché dopo la sconfitta del Pd alle Comunali si ritorna a parlare di Italicum?

La Corte costituzionale dovrà pronunciarsi sulla nuova legge elettorale sulla base dell’eccezione avanzata dal tribunale di Messina o del ricorso che presenterà la minoranza parlamentare. A quel punto bisognerà valutare quali saranno le correzioni da fare, perché è inevitabile che la Consulta chieda delle modifiche. Quindi o si correggerà l’Italicum o lo si abbandonerà per una legge Mattarella, magari rivista senza lo scorporo.

 

La sconfitta alle Comunali induce anche a fare i conti con il referendum costituzionale?

Sono due cose distinte, io non le sovrapporrei. Per la gran parte degli italiani il referendum è un tema lontano, basti vedere il numero enorme di persone che sono ancora indecise. Un dato che comunque emerge è che non bisogna basare il futuro del governo sulla questione del referendum, perché sono due cose completamente diverse.

 

Eppure è proprio ciò che ha fatto Renzi dicendo che se perde il referendum se ne andrà.

Questa è un’altra questione; dopo il referendum Renzi deciderà se andarsene o meno. Dovrebbe dire che non va via qualunque sia l’esito del referendum.  In modo che si voti solo sulla riforma. Porre però questo come quesito alle urne è sbagliato perché si rischia di votare su Renzi anziché sul referendum.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
23/06/2016 - Ma è vicino a UE, FMI, banche e assicurazioni (Michele Ballarini)

Violante lo scopre ora. Meglio tardi che mai. Non sembra però aver capito, come Bersani & C., che il PD di Renzi non è il PD; che Renzi equivale ad un lupo travestito da pecora (nemmeno tanto), al quale sia stato affidato il gregge. Pensate che la sudditanza verso la UE sui temi del lavoro, e in particolare delle pensioni, non lo abbiano allontanato dalla gente? Certo che se il PD perdesse anche il voto degli ultracinquantenni, come sta accadendo, sarà sempre di più il trionfo del M5S, il partito preferito da coloro che hanno meno di 45 anni. Un consiglio: abbandonate l'APE! Provvedimento che ad esser buoni si può definire ridicolo, ad essere giusti si può, e deve, definire una truffa in danno dei lavoratori.

 
23/06/2016 - E' una verità (ALBERTO DELLISANTI)

Violante la dice bene: "Il PD è diventato il partito dei ceti che non hanno bisogno della politica per vivere, cioè di quelli che hanno autonomia economica, un loro standing sociale, e vivono in quartieri funzionanti". Ho sempre avuto amici e conoscenti nella piccola (anche molto piccola) e nella media, e nell'alta borghesia. Nel 2013 non era avvenuto ciò che si è nettamente verificato in questo giugno. Nel 2014 (alle Europee) si era invece già verificato un sommarsi di nuovi elettori da ceti alti. Ecco il superamento del 40% che incantò molti. Ma persone come me non avevano ancora avuto modo di rendersi conto del fenomeno. Quest'anno, le circostanze personali mi hanno pure reso possibile di interessarmi a quanto accadeva durante la campagna elettorale. Scoprendo (prima di conoscere i risultati del 5 e del 19 giugno) che diverse persone che votavano centrodestra (e avendo una consolidata non propensione per la Sinistra) stavano sposando il voto per Sala/Renzi. Nel ceto intellettuale (anche dei quartieri alti) ho sempre conosciuto anch'io simpatizzanti della Sinistra, sia PD, sia più radicale. Ma solo quest'anno ho visto più persone non culturalmente impegnate né appassionate alla politica, e facenti parte di ceto medio/alto, intraprendere il voto per il PD targato Renzi. Meno facile invece era accorgersi delle persone che, di lì a poco, sono diventate ex votanti del PD.