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BREXIT E ITALIA/ Almeno Renzi ci ha risparmiato la filastrocca della crescita...

Pubblicazione:sabato 25 giugno 2016 - Ultimo aggiornamento:lunedì 27 giugno 2016, 2.19

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Come molti avevano previsto, la crisi del 2007 mandò per aria quel castello di carte, basato solo sulla monta unica, con un'Europa refrattaria persino a riconoscere le sue radici giudaico cristiane. Intanto tutti gli Stati, Germania compresa, violavano i patti concordati e, tanto per cambiare, la Germania, tra surplus commerciale e influenza economica, riscopriva la sua vocazione a diventare la potenza egemone in Europa.

Lo ricordava qualche anno fa, quando era ancora vivo, il vecchio cancelliere socialdemocratico tedesco Helmut Schmidt, quello che aveva denunciato i sovietici per gli SS20 (altro ricordo indimenticabile per i comunisti italiani e la generazione di Comiso). Di fatto, Schmidt rimproverava a Angela Merkel di non essere in grado di fare la leader di una Germania europea. E forse, solo per carità di patria, non la accusava, come fa l'inglese Boris Johnson, di perseguire come Hitler, con altri mezzi, un'Europa tedesca, riprendendo la vecchia distinzione fatta da Thomas Mann.

Sorda, minimalista, di spessore politico limitato, la signora Merkel, nonostante gli epinici di alcuni analisti nostrani, è una sorta di "casalinga" di Lipsia, figlia di un pastore luterano e cresciuta sotto il regime comunista di Ulbricht e di Honecker. Alta scuola di democrazia! E' circondata da "portavoce", come il lussemburghese Jean-Claude Juncker, patetico personaggio noto per aver creato un "paradiso fiscale", e dagli ordocapitalisti tedeschi come il duro Wolfgang Schäuble (adesso metta i dazi sulle Bmw agli inglesi, così le macchine le venderà ai suoi zii o al Polo Artico).

Questa classe dirigente che predica austerità, ordine, ripensamenti sul welfare, ha portato 27 milioni di disoccupati nella zona più ricca del mondo, ha moltiplicato le povertà, ha acuito i contrasti sociali con uno impressionante squilibrio di ricchezza tra pochi ricchi e molti che si impoveriscono continuamente, ha condannato alla deflazione e a una crescita irrisoria tutta l'eurozona.

Forse anche la Merkel, dopo il voto inglese, ha finalmente scoperto come il "furbissimo" Matteo Renzi che le periferie non ci sono solo in Francia e in Italia ma in tutta l'Europa? Oppure ascolta solo le litanie cerimoniose degli "inviati da spiaggia" di Corriere e Repubblica, che parlano di "generazione Erasmus", di giovani che viaggiano con Ryanair, della Londra e della Parigi cosmopolita? 

Alla fine, tra l'incapacità di una leadership, gli imbrogli commerciali, la burocrazia che opprime tutto (l'ultima decisione della Comunità europea riguarda il rosmarino, il basilico e i risotti), gli inglesi hanno inferto un altro sonoro ceffone a tutta l'impalcatura europea a trazione tedesca, votando a favore della Brexit, uscendo del tutto da questa scombiccherata Comunità europea.

E' una tragedia non tanto per le Borse, nel panico, che scendono (come diceva il vecchio Aldo Ravelli la linea sui mercati viene dettata da alcuni, gli altri sono solo "parco buoi" che non capiscono nulla di politica), ma è una tragedia politica per la diffidenza che ritorna dopo 70 anni di pace in Europa, per la possibilità che, a questo punto, tutto l'euroscetticismo, che è stato "liquidato" sbrigativamente come populismo antisistema, si trasformi in un inevitabile big-bang che riporta indietro l'orologio della storia. Domenica si vota in Spagna, la Francia è in ebollizione e persino in Portogallo che ci chiede un referendum contro l'austerità. 


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COMMENTI
25/06/2016 - chiamare brexit col suo nome (antonio petrina)

Anche brexit è da chiamare col suo nome ovvero l'azzardo morale (vedi Corsera del 24 intervista al Presidente emerito Napolitano) dei conservatori inglesi che con Cameron hanno prima ad ogni piè sospinto criticato la strategia europea, per sconfessare poi se stessi proponendo le ragioni del remain e la convenienza a rimanere in Europa: insomma una caduta sui motivi di far politica che non si discosta dai populisti del tanto peggio tanto meglio, azzardi di altra specie per attrarre il consenso e per non cambiare nulla!