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BREXIT E ITALIA/ Almeno Renzi ci ha risparmiato la filastrocca della crescita...

Pubblicazione:sabato 25 giugno 2016 - Ultimo aggiornamento:lunedì 27 giugno 2016, 2.19

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

BREXIT. In un secolo di storia, qualche decennio di più del cosiddetto "secolo breve", gli inglesi hanno rifilato tre ceffoni drammatici ai tedeschi. Dopo i "sonnambuli" del 1913, la Gran Bretagna, insieme ai francesi e poi con gli americani, oltre agli italiani che avevano avuto qualche tentennamento, spedirono in esilio il bellicoso e invadente Kaiser Guglielmo II, una volta vinta la prima guerra mondiale.

Nel 1939 i tedeschi avevano ancora in mente un disegno egemonico: l'Europa tedesca. Nel luglio del 1940, quando cadde la Francia, Adolf Hitler sembrava il vincitore finale. Era alleato con Iosif Stalin (un ricordo indimenticabile per i vecchi comunisti europei dell'Occidente), riceveva offerte di pace dal re di Svezia e persino dal Papa dell'epoca. Aveva di fronte, dopo la rotta di Dunquerque, solo l'Inghilterra di Winston Churchill. A cui Hitler offriva un compromesso di pace.

Il vecchio "leone inglese" respinse ogni offerta e mandò l'ultimo bombardiere che aveva in quel momento a disposizione su Berlino. Poi si rivolse via radio al Furher in questi termini: "Se invaderete l'Inghilterra, noi ci difenderemo anche con i coltelli da cucina, casa per casa". Alla fine il "caporale austriaco" finì tra le fiamme nel bunker, mentre Churchill vinse in seguito anche un premio Nobel per la letteratura con la sua storia della seconda guerra mondiale.

Dopo questa nuova tragedia planetaria ci fu una generazione di europei, anche tedeschi, come Konrad Adenauer, che insieme a un francese come Robert Schuman e a un italiano come Alcide De Gasperi, cominciarono a gettare le basi per la realizzazione di un'idea grandiosa: l'unità dell'Europa, che molti avevano immaginato, come Altiero Spinelli e altri politici.

Quando nel 1989 cadde il Muro di Berlino e implose il comunismo, pareva che l'unità europea fosse a portata di mano. Anche se provati dalla lunga guerra fredda, i paesi occidentali avevano classi dirigenti di tutto rispetto e il Cancelliere tedesco Helmut Kohl sfidò i tecnocrati dell'epoca realizzando contro il loro parere la riunificazione tedesca.

Ma, dopo quel 1989, cominciò a capitare di tutto e di più. Un ribaltamento di classi dirigenti in diversi Paesi, tra cui l'Italia e la Spagna, passando anche per la Francia, per motivi non chiarissimi. Facendo letteralmente "pugnalare" alle spalle lo stesso Kohl in Germania per una questione di "tangenti" (forse la storia la conosce, sin troppo bene, la signora Merkel). A poco a poco si realizzò un'Europa senza anima, basata sulla moneta unica, dove la finanza e le banche, a cultura "Spa" ma che non possono fallire, diventavano dei pilastri intoccabili. L'euro fu valutato in Italia oltre 1900 lire. Furono aggiustati i bilanci pubblici con qualche "quintale" di derivati e il liberismo, anzi il privatismo, che arrivava dall'America di Milton Friedman e dell'emigrante Von Hayek, divenne una "bibbia" intoccabile. 


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COMMENTI
25/06/2016 - chiamare brexit col suo nome (antonio petrina)

Anche brexit è da chiamare col suo nome ovvero l'azzardo morale (vedi Corsera del 24 intervista al Presidente emerito Napolitano) dei conservatori inglesi che con Cameron hanno prima ad ogni piè sospinto criticato la strategia europea, per sconfessare poi se stessi proponendo le ragioni del remain e la convenienza a rimanere in Europa: insomma una caduta sui motivi di far politica che non si discosta dai populisti del tanto peggio tanto meglio, azzardi di altra specie per attrarre il consenso e per non cambiare nulla!