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BREXIT/ Formica: partiti senza popolo e leader senza "testa", ecco il risultato

Rino Formica (Infophoto) Rino Formica (Infophoto)

Ci sarà senz'altro turbolenza e non è facile stabilire che cosa possa succedere esattamente nei prossimi mesi. I momenti di instabilità penso che siano previsti anche se poi nessuno riesce a immaginare quello che può accadere veramente.

 

Mi scusi Formica, ma la preoccupazione maggiore non pare che sia da vedere in Gran Bretagna, quanto piuttosto in Europa. L'Inghilterra non è Cipro, resta una grande potenza nucleare, la quinta economia al mondo, un'antica democrazia, un vincitore dell'ultima guerra mondiale e quindi un membro permanentemente del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Aggiungiamo pure che ha contatti storici con tutto il mondo e sarà sempre l'interlocutore privilegiato dell'America. Dopo un periodo di turbolenza economica e finanziaria, le cose si assesteranno. Ma intanto, le Borse, con il loro saliscendi, con le "montagne russe", con le vendite e gli acquisti allo scoperto, con le "andate e ritorno", come si dice in gergo, faranno realizzare, in questo periodo, affari d'oro a pochi speculatori e indeboliranno tanti altri. Come al solito. Del resto, questo cinismo finanziario lo abbiamo già visto con i primi sondaggi, poi con l'uccisione della povera deputata laburista, poi con altri "sondaggi" che non si sa bene chi abbia commissionato. Ma quello che mi preoccupa di più è l'atteggiamento dei restanti 27 membri dell'Unione europea.

 

Perché la preoccupano i 27?

Ma perché venti paesi di questi ventisette sono sulla stessa posizione della Gran Bretagna e non vedono l'ora di uscire, non cercano che una strada per uscire. Ma è possibile che nessuno se ne renda conto? Quindi immagini che lunga trattativa si creerà tra i 27 e la Gran Bretagna, che farà decidere al Parlamento di Westminster ciò che ha indicato il referendum, rispettando una volontà popolare.

 

In sostanza lei dice che i partiti tradizionali hanno perso qualsiasi collegamento con il popolo, con le persone e quindi si fa una sorta di balzo all'indietro, si torna indietro con l'orologio della storia.

Come le ho detto, non c'è più una classe dirigente degna di questo nome e quindi gli sbandamenti sono all'ordine del giorno. Tutto è diventato imprevedibile e incontrollabile. Prima ho parlato di Renzi per l'Italia, ma come le ripeto qui siamo in una fase quasi carnevalesca. Pensi ad altri Paesi.

 

Quali ad esempio?

Pensi alla Francia, un grande Paese, anche lei con una democrazia di lunga data ormai, ma con un presidente della Repubblica, François Hollande, che pare un "gioppino". Secondo i sondaggi è al 12 percento. Ha riportato il partito socialista francese ai tempi dei club, prima di Mitterrand, e intanto si fa strada Marine Le Pen.

 

E seguendo questa disanima, quali altri paesi vede traballanti? 


COMMENTI
26/06/2016 - C'è un pericolo (orazio bacci)

Nelle situazioni di caos politico, nell'antica Roma eleggevano un dittatore, finche l'ordine non si ristabiliva, poi i senatori finito il suo periodo la facevano diventare un Cincinnato.