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CAOS PD & RIFORME/ Giorgis (minoranza dem): l'Italicum fa perdere tutti, anche chi vince

Andrea Giorgis (a destra) con Sergio Chiamparino e Maria Elena Boschi Andrea Giorgis (a destra) con Sergio Chiamparino e Maria Elena Boschi

Il meccanismo che consegna il 55% dei deputati a una sola lista può produrre due effetti opposti entrambi poco desiderabili. Da un lato può consegnare la maggioranza del Paese a una lista che in realtà rappresenta un numero troppo limitato di cittadini, dall’altro può indurre le forze politiche a costruire delle liste contenitore. In queste ultime si snaturerebbe il profilo politico identitario e la specificità programmatica, per offrire ai cittadini soltanto un grande contenitore.

 

Renzi finora ha detto che l’Italicum non si tocca. Verrà a più miti consigli?

Renzi ha detto che l’Italicum non si tocca, ma persone anche autorevoli che avevano condotto all’approvazione della legge elettorale hanno dichiarato invece che bisognerà discuterne. Penso per esempio al capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato. Lo stesso vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, ha detto che secondo lui non c’è bisogno di cambiare l’Italicum, ma che si può discuterne. Sono prese di posizione che sembrano preludere a un confronto di merito che mi auguro avvenga il più in fretta possibile. L’obiettivo però non deve essere quello di definire un sistema che favorisca il Pd.

 

Perché sottolinea questo punto con tanta insistenza?

Perché la fiducia dei cittadini nei confronti del Parlamento è ai minimi storici, al punto che ci sono degli studi su questo tema che fanno tremare i polsi. L’obiettivo che si deve mettere al primo posto è quindi quello di dare vita a un sistema elettorale che incoraggi un percorso di rilegittimazione delle istituzioni parlamentari.

 

In questo dibattito lei sta con Bersani, Cuperlo o Speranza?

A Torino io coordino quest’area politico-culturale che si riconosce nelle due minoranze di Roberto Speranza e Gianni Cuperlo. In Piemonte abbiamo dato vita a un processo che auspico assuma una dimensione nazionale, e che vede unite le minoranze del Pd. Le aree di Speranza e di Cuperlo si trovano quindi insieme. In Piemonte siamo un unico soggetto con un solo coordinamento, e anche in altre regioni questo processo è in uno stato molto avanzato.

 

(Pietro Vernizzi)

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