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SCENARIO/ Sansonetti: ora Renzi è costretto a rifare la peggiore DC

Pubblicazione:giovedì 30 giugno 2016

Matteo Renzi (LaPresse) Matteo Renzi (LaPresse)

Renzi dovrà cambiare l’Italicum fingendo di non essere lui a chiederlo altrimenti perderà le elezioni, perché stando agli attuali sondaggi chi vince è Grillo.

 

Venire a patti sull’Italicum può anche garantire la compattezza del Pd?

Dipende da quali saranno le concessioni di Renzi. Se si limita a dare il premio di maggioranza alla coalizione anziché al partito, alla minoranza Pd di questo non importa nulla. Se invece reintroduce le preferenze, rinunciando al potere immenso che l’Italicum consegna ai capi dei partiti, allora può anche ricompattare il Pd. In questo modo si può arrivare a un partito “omnibus” con le sue correnti, ciascuna delle quali agisce in proprio. In questo modo Il Pd si trasforma nel Partito della Nazione, anzi nella Democrazia Cristiana.

 

Quindi a Renzi conviene reintrodurre le preferenze?

Il problema poi è che in un Partito della Nazione dove contano le correnti non è detto che Renzi riesca a resistere. Nella DC i segretari di partito e i premier saltavano ogni otto mesi. Con l’Italicum c’è la grande possibilità che Renzi metta fuori dal parlamento tutti gli esponenti della minoranza Pd. Nel momento in cui si torna alle preferenze, le minoranze ricominciano ad avere una fonte di potere autonoma che non dipende più dal capo del partito, e di conseguenza il segretario è in discussione. E’ questa la tenaglia nella quale si trova Renzi.

 

E se a Renzi convenisse aspettare che prima si pronunci la Corte costituzionale?

Questo è possibile. Se adesso si riapre la discussione sull’Italicum, di qui a ottobre c’è tempo soltanto per avviarla. L’obiettivo sarebbe quindi arrivare alla decisione della Corte costituzionale già con una riforma avviata, e a quel punto a seconda della sentenza della Consulta tra novembre e dicembre si potrà approvare la nuova legge elettorale. Io do per scontato che l’Italicum sarà cambiato. Se però nel frattempo al referendum sulla riforma costituzionale vincono i No, Renzi va a casa e si dovrà creare un governo di transizione.

 

(Pietro Vernizzi)



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