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Politica

SCENARIO/ Sansonetti: ora Renzi è costretto a rifare la peggiore DC

Per PIERO SANSONETTI, Renzi può cedere sulle preferenze, accettando così di diminuire di molto il suo potere all’interno del Pd. Non cedere però per Renzi può voler dire la morte

Matteo Renzi (LaPresse)Matteo Renzi (LaPresse)

“Sull’Italicum Renzi si trova stretto in una tenaglia. Da un lato può tirare dritto con modifiche non sostanziali. Dall’altra può cedere sulle preferenze, accettando così di diminuire di molto il suo potere dittatoriale all’interno del Pd. Non cedere però per Renzi può voler dire la morte”. E’ l’analisi di Piero Sansonetti, direttore del quotidiano Il Dubbio, ex direttore di Liberazione ed ex condirettore de l’Unità. Mercoledì si è deciso che l’Italicum ritornerà alla Camera a settembre dopo la mozione di Sinistra Italiana. A partire da ottobre inoltre la Corte costituzionale inizierà a discutere i motivi di incostituzionalità presentati dal Tribunale di Messina. Intanto in questi giorni continuano gli incontri europei del premier per decidere la strategia europea da adottare dopo la Brexit.

Renzi sta incassando solo promesse a parole o riuscirà a cambiare l’Europa?

E’ difficile da dire, ma più che cambiare l’Europa adesso Renzi vuole salvare se stesso e uscire vivo dall’attuale situazione. Naturalmente la Brexit è un’occasione per chi resta, in particolare per l’Italia che diventa più importante. Le risposte della Germania sono però caratterizzate dalla chiusura, e quindi non credo che Renzi porterà a casa moltissimo. Finora il nostro premier non si è dimostrato un leader europeo, ma piuttosto un leader strettamente italiano. E’ difficile quindi che possa agire per cambiare l’Europa.

In che senso Renzi non è un leader europeo?

Renzi non ha né una personalità internazionale, né un gruppo dirigente in grado di affrontare le questioni su scala europea. Questo è il suo limite principale: vede nell’Europa un’occasione, ma non è in grado di indicare una prospettiva europea. Del resto non mi pare che in Europa ci siano molti leader più carismatici di lui. Non parliamo delle figuracce fatte da Cameron, ma neanche Hollande e la Merkel hanno un carisma, una prospettiva e una statura da statisti internazionali in grado di guidare l’Europa. L’unico personaggio che si staglia un po’ è la Merkel, che è una grande statista tedesca ma non europea. Ciascuno di questi leader pensa di potere usare l’Europa, ma non intende né promuoverla né riformarla.

Per quali obiettivi Renzi vuole usare l’Europa?

Per avere soldi, cioè la flessibilità di bilancio. L’uscita del Regno Unito apre un vuoto, e quindi consegna all’Italia uno spazio più importante di quello che aveva prima. L’appoggio europeo serve a Renzi per andare adesso al referendum e poi alle prossime elezioni con il Pil che sale anziché con il Pil che scende.

Renzi vuole anche recuperare il prestigio che aveva perso dopo il risultato delle comunali?

Renzi non punta ad avere prestigio ma soltanto a sopravvivere, perché ha sempre scommesso sull’inevitabilità della sua leadership. Adesso vuole tornare a mettere all’ordine del giorno il tema dell’“ultima spiaggia”. La grande debolezza del premier è che non gioca su molteplici scacchieri ma su uno solo: vuole dimostrare che dopo di lui c’è il diluvio, ma non ha un altro schema.

Renzi accetterà di cambiare l’Italicum?