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RISULTATI AMMINISTRATIVE 2016/ Due sconfitti e un vincitore

Tre dati emergono da queste comunali. la vittoria del M5s, la seria difficoltà politica di Renzi, e l'astensionismo, una fattore denso di conseguenze (in parte le vediamo). GIANLUIGI DA ROLD

Virginia Raggi (Foto dal web) Virginia Raggi (Foto dal web)

I risultati di queste amministrative sono ancora in bilico. E ci si riferisce ovviamente, a questa ora della notte, solo a quello delle grandi città, dei grandi capoluoghi di regione, mentre domani si avrà un quadro molto più esauriente sul panorama politico amministrativo di gran parte dei comuni italiani. Da questi primi dati si possono, comunque, trarre al momento tre indicazioni di massima.

Andiamo con ordine. Punto di partenza. Per la prima volta dalla loro apparizione sulla scena politica italiana, i grillini, i "pentastellati", gli aderenti al Movimento 5 Stelle, danno l'impressione di non avere compiuto soltanto un exploit episodico di protesta, mirata a una consultazione elettorale. Comunque si pensi del loro modo di fare politica, della loro improvvisazione e del loro pressapochismo, della loro democrazia interna, il M5s dà l'impressione di insediarsi saldamente in diverse città italiane, a Nord e a Sud, al pari di una forza che può diventare determinante nel futuro politico italiano. Guardando la loro caratura anti-sistema, si può essere anche essere inquieti (a nostro parere lo si dovrebbe essere e molto), ma si dovrebbe addirittura essere più inquieti per l'incapacità, palese e manifesta, dei partiti di sistema a contenere questa protesta radicale e apparentemente senza sbocchi del movimento di Grillo.

Di fatto, a Roma, come era largamente previsto, l'elegante, sottile ma un po' eterea (soprattutto di pensieri e programmi) Virginia Raggi, stravince al primo turno, porta il M5s al primo posto nella graduatoria dei movimenti politici della capitale d'Italia. L'autentica favorita al ballottaggio del 19 giugno è lei, la Virginia Raggi che porta in dote un 37 per cento che poteva sino a qualche anno fa ritenersi impensabile per un movimento di questo tipo nella capitale d'Italia. Supera di fatto anche gli exploit romani dell'Uomo qualunque di Guglielmo Giannini nei primi anni del dopoguerra italiano.

Ma non è questa la sola sorpresa dei pentastellati. Se a Milano c'è una realtà che "esclude", per il momento, la "rivolta" del M5s, a Torino, nel regno del duopolio storico, anche di eredità antica, Pci-Fiat, di cui Piero Fassino è un nobile interprete, si profila sopra il 30 percento in modo abbondante nella scia di un Fassino in difficoltà la figura di Chiara Appendino, altra donna della buona borghesia torinese che si è schierata con il movimento di Grillo.

Non è trascurabile, alla fine, neppure la figura di Massimo Bugani, terzo al momento, ma a ruota per il ballottaggio con la leghista Lucia Borgonzoni a Bologna.

Punto secondo. Si è capito perché Matteo Renzi, segretario del Pd e presidente del Consiglio, di fronte a queste amministrative, abbia preferito parlare di "altro", del referendum di ottobre, della flessibilità europea e pure di altro ancora, importante e meno importante. La realtà è che Renzi si trova da mesi di fronte alle prime serie difficoltà politiche, sia all'interno del partito, sia nel Paese. 


COMMENTI
06/06/2016 - I soldi non bastano mai (ALBERTO DELLISANTI)

Berlusconi tiene famiglia (famiglie!) Cinque figli, due mogli, la femme Pascale. Deve continuare a militare pro domo sua. E' l'unica militanza che ormai gli interessa. Oltre a non avere capacità alcuna di mettere sotto controllo l'ego smisurato che gli dice che lui è essenziale al buon destino dell'Italia. Il che è l'esatto contrario della dura verità. A Roma ha approfittato di una iniziale incertezza di Giorgia Meloni per scaricare il Marchini che lui diceva di prediligere. Quando Meloni e Salvini hanno rimesso le cose sulle gambe giuste, ha allora gattopardescamente scelto di appoggiare Marchini, pur di far fuori i due "insubordinati", e pur di dare l'aiutino a Renzi/Giachetti. Mentre Meloni poteva divenire una brava Sindaca italiana e romana della capitale d'Italia. Il fallimentare Berlusconi ha imprigionato il centrodestra a Roma. Ha fatto perdere voti a Forza Italia (solo il 5%!), ha portato sfortuna a Marchini (che speriamo di rivedere a non lontane primarie, insieme ad un Corrado Passera, a contendersi la leadership del dopo Arcore). Berlusconi al 20% a Milano, ma è l'unica città italiana con questo virus! Torino 4%, Napoli 7%, ecc, ecc, ecc.