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Politica

COMUNALI MILANO 2016/ Doninelli: Beppe Sala, ecco l'errore che ti ha tradito

Qui Milano: Parisi ha fatto un exploit e ha raggiunto Sala? Sì, ma soprattutto a causa degli errori di quest'ultimo. Che si è messo a fare calcoli di consenso. Brutta mossa. LUCA DONINELLI

Beppe Sala (Infophoto)Beppe Sala (Infophoto)

Caro Beppe Sala, mi rivolgo a lei, che ho votato l'altroieri e che con ogni probabilità rivoterò tra due settimane.

Vorrei fare una considerazione semplice semplice a proposito della sua risicatissima vittoria su Parisi di domenica scorsa. La considerazione è questa: caro Sala, non è stata affatto una vittoria, e anche se io mi auguro che lei diventi il sindaco di questa città, sono persuaso che lei, milanese, abbia commesso un gravissimo errore nei confronti di una cittadinanza speciale, sui generis, che un sindaco ha il dovere di cercare di comprendere.

Gli errori in realtà sono almeno due.

Il primo è stato quello di avere paura di Parisi. Vedendo che i sondaggi gli erano favorevoli, ha cercato affannosamente un accordo con i vecchi avversari delle primarie, Majorino e i balzaniani, scaricando tutto un credito che, grazie ad Expo, lei aveva conquistato presso un vasto ambiente laico, liberal e cattolico di sponda un tempo opposta.

Ha avuto paura di essere tradito da quattro gatti che, però — a differenza di lei, me lo permetta — sanno qualcosa di politica. Ha sposato un mondo che non è il suo, mi permetta: e questo ai milanesi non piace.

Ne è uscita una specie di fotocopia del modello-Pisapia, con la differenza che Pisapia, pur con tutti i suoi difetti, è un uomo che ama e ha sempre amato Milano di un amore profondo: e queste sono cose che una città intelligente e sensibile come Milano capisce bene.

Il secondo errore è stato quello di affidarsi a un calcolo (peraltro sbagliatissimo) basato sui numeri, altra cosa che i milanesi — che tra l'altro sono esperti di numeri — non apprezzano molto. Perché oltre ai numeri ci vuole la passione, ci vuole il coraggio di portare fono in fondo le proprie idee, ci vuole quel tipo di astuzia (che nasce solo dalla franchezza) che rende capaci di scegliersi gli uomini giusti.

Io ho apprezzato la giunta Pisapia (o meglio Pisapia-De Cesaris), ho apprezzato alcuni personaggi di alto profilo che hanno prestato in questa giunta il proprio servizio, un nome su tutti: Filippo Del Corno. Ma quello era un progetto nato su certe idee, assai diverse da quelle da cui lei era partito, nelle quali Pisapia e compagni credevano.

Per questo Letizia Moratti, che forse pensava di rivincere a mani basse, fu sconfitta amaramente. Nessuno deve pensare di avere in mano questa città. Lo spiegava già Bonvesin de la Riva nel 1288: "La libertà di cui questa città è per natura dotata è tanto grande, e tanto forte è la protezione dei santi che qui hanno sepoltura, che non vi è dominio di tiranno straniero che possa occuparla a lungo, se non nel consenso dei cittadini; e ben lo si è visto ai nostri giorni. Nessun tiranno osi dunque preparare qui una sede per il proprio dominio: scoprirà quanto sia viscida la coda di questa anguilla". 


COMMENTI
09/06/2016 - ci vuole un bel coraggio... (ANTONIO Saini)

...e Doninelli, scrivendo quel che ha scritto, ne ha da vendere. Il mio commento è: un articolo da far accapponare la pelle, anche perché la sinistra nel ballottaggio avrà ancora più peso. Non è che tante elucubrazioni intellettuali nascondano, oltre a un grande spot, anche degli "interessi"? Doninelli è meglio che cambi "aria".

 
08/06/2016 - Chi è in errore? (paolo negri)

Ho riletto il tuo: ELEZIONI MILANO: Una città-stato che cerca la vita: non chiacchiere e modelli”. Fine lettura intellettuale della realtà di Milano. Un sospetto. Si trattava di un’analisi e di suggerimenti un po’ troppo intellettualistici? Oggi, il sospetto di una deriva intellettualistica di Doninelli, rischia di non rimanere tale. Spero proprio di dover ammettere i miei limiti di comprensione e di aver preso una cantonata. Mi sembra che il tuo “spottone” per Sala riveli una visione della realtà viziata da un sorta di “divisione”. Si sostituisce la realtà con un’idea della stessa e allora anche il pensiero più intelligente rivela un’incoerenza di fondo che dipende dall’assenza del realismo. La realtà non è solo quella di cui si occupano le pur fondamentali e pregevoli agenzie culturali. La sussidiarietà, la grande idea politica tipica del pensiero e della prassi dei cattolici, si riduce alla possibilità di partnership fra agenzie in fondo elitarie e inevitabilmente più o meno omogenee a quella forma di potere governate che pensa di conoscere e poter realizzare il bene comune. Il Comune di Sala, con la consulenza dell’intellighentia lluminata, nuovo, più brillante ed efficiente, penserà a tutto! Spero di comprendere meglio il tuo pensiero. Mi auguro che siano più convincenti, anche fra gli amici, le ragioni che mi hanno portato a sostenere Luigi Amicone e Stefano Parisi, manager anche lui, ma certo non elitario, sanamente più semplice e realista. Per il bene comune.

 
07/06/2016 - Contento lei… (Carlo Cerofolini)

Egr. Doninelli, in base a quello che ha scritto sembra anche a me che continuare a votare Sala per lei sarebbe una contraddizione in termini. Comunque contento lei…

 
07/06/2016 - Neanche Doninelli può credere di avere in mano ... (Luciano Broggi)

Ringrazio Doninelli, che con tutti i commenti contro Sala che sta suscitando, ha dato l'assist a Parisi. Commenti contro che condivido pienamente. E ho l'impressione che Doninelli creda di avere in mano il pensiero popolare dell'area culturale cui appartiene: errore caro Doninelli, rileggere cosa diceva Bonvesin della Riva. Sono poi contro Sala per l'area politica che lo sostiene, con la sua ideologia statalista-centralista, tutta contro la vera sussidiarietà. E sono stupito a sentire quegli amici a sostegno di Sala, che ha in Maiorino una colonna. Chi di noi crede nell'associazionismo, nella sussidiarietà, nelle soluzioni costruite dal basso, provi a intervistare chi lavora in quel mondo per sapere i disastri fatti dal rullo compressore Maiorino! Avrei molto altro, ma questo è il fondamentale. Un caro saluto.

 
07/06/2016 - Infausta ideologia (ALBERTO DELLISANTI)

Gentilissimo Doninelli mi permetto il "tu" nella comune sequela a Cristo. Non ti ho capito. E' la prima volta. Che bello se potesse essere l'ultima. Non ricordo un articolo tuo che non abbia conquistato me con il tuo dono di intelletto e di cuore. Non solo, ma anche cattolici parrocchiali, legati a nessun movimento, di qualunque carisma, tra tanti esistenti, ai quali ho offerto la lettura del Doninelli pensiero. Oggi colpisce la tua scelta rigidamente ideologica del votare Renzi, cioè Sala, o Sala, cioè Renzi, che sia. Ci dici tutto il positivo che ha saputo esprimere Parisi, nonostante il tumore presente nella coalizione di Centrodestra, rappresentato da Forza Italia. Ma tu ti duoli e implori Sala di ovviare agli errori commessi. In sostanza gli dici di fare, dire, proporre, sapere, capire, come ha fatto Parisi. Infausta posizione ideologica quel che si vede nell'odierno articolo, che potrai almeno descriverci con parole tue.

 
07/06/2016 - un vero Assist a SALA (giovanni ongari)

Dall'articolo di Doninelli esce un profilo di Sala che neppure i suoi più feroci nemici potevano sperare. Ne risulta che Sala ha paura di Parisi, ha paura di quei 4 gatti della vecchia compagine di Pisapia, non sa fare i conti, non ha né coraggio né passione, non ha fatto quel lavoro che invece l'accorto Parisi ha fatto. Sembra il ritratto di un incapace che neppure io, suo avversario, posso condividere. Meno male che ho votato Parisi!

 
07/06/2016 - Contraddizioni (Barbara Leopizzi)

Gent.mo Dott. Doninelli, ho dovuto rileggere più volte il suo articolo, perché mi sfugge la relazione tra i suoi giusti rilievi sulle ambiguità e le contraddizioni del candidato Sala e la sua scelta di votarlo. È noto che la "creatura" di Renzi per Milano si è attorniato da subito di molti assessori di Pisapia per farsi accettare dalla sinistra milanese e si è piegato al divieto del Maiorino di turno di inserire nelle liste persone riconducibili a percorsi di fede non ritenuti degni dal partito "progressista". Che pena vedere il manager della Moratti esibire maglietta del Che! E che dire della volontà di Sala di posticipare l'approvazione del bilancio dell'Expo dopo le elezioni di Milano (forse per cercare di nascondere le ombre che si stanno allungando sull'Expo, con aziende fallite in attesa di essere pagate per i lavori realizzati nel sito)? Sicuramente Sala ha commesso tanti errori, a partire dalla decisione di diventare la cavia di Renzi per espugnare una città che il suo governo ha sempre ignorato, forse perché Milano incarna doti che mal si conciliano con la figura da avventuriero del premier: concretezza e affidabilità. Ma credo che il più grande errore di valutazione sia stato fatto da chi, forse con un eccesso di servilismo al potere, ha dato credito al candidato Sala nonostante fossero da subito evidenti tutti i limiti e le contraddizioni che lei ha correttamente descritto. Errare è umano, perseverare diabolico. Il candidato che lei cerca c'è e si chiama Parisi.

 
07/06/2016 - La soluzione (Giuseppe Schillaci)

Caro Doninelli, se vuole essere consequenziale col ragionamento, la soluzione c'è: votare Parisi.

 
07/06/2016 - MA COME SI FA A VOTARE SALA? (Giorgetti Marco)

CARO DONINELLI MA COME SI FA A VOTARE UNO CHE SPOSA LE TESI DELLA SINISTRA? INOLTRE VORREI RICORDARTI CHE LA MORATTI HA PERSO SOLO PERCHE' LA LEGA NON HA VOLUTO APPOGGIARLA... STESSA COSA XCHE E' SUCCESSA ADESSO A ROMA CHE INVECE DI APPOGGIARE LA MELONI CI SE E' BUTTATI SU BERTOLASO E POI SU MARCHINI. SPERO CHE IL 19 TU FACCIA LA CROCE SUL NOME GIUSTO

 
07/06/2016 - sempre puntuale, Luca! (Roberto Andreoni)

sottoscrivo ogni parola di questa analisi di Doninelli.

 
07/06/2016 - ahhhgh (Carola B.)

Detto questo caro Doninelli, ma perché voti ancora Sala??? Sala è così, mica cambierà perché gli hai scritto le parole giuste, eh.