BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

RISULTATI AMMINISTRATIVE 2016/ Quello che Renzi non poteva dirci

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Il premier aggiungeva qualche battuta da bar sport: "Da parte mia tanta solidarietà e tenerezza a quei politici che oggi brindano a percentuali da prefisso telefonico in città importantissime".

Ma, in secondo luogo, domenica notte, forse ignorando le direttive comunicative e l'embargo di Renzi, forse per essere in linea con la sua onestà intellettuale, Piero Fassino, a Torino, rilasciava subito una dichiarazione dove commentava senza reticenze il perché, in una roccaforte di sinistra storica come Torino, fosse costretto al ballottaggio da una new entry politica come la pentastellata Chiara Appendino.

Senza mezzi termini, Fassino delineava un quadro nazionale, in cui rientra anche Torino, dove la crisi sociale, la crisi economica, l'incertezza sono fattori determinanti anche in elezioni di questo tipo. Naturalmente, ben pochi hanno visto questo commento come l'esatto contraltare alla linea di Renzi. Un onesto e limpido discorso di Piero Fassino che ha rovesciato l'analisi pressapochista di Renzi. In pochi hanno segnalato questo palese contrasto. Renzi ha preferito andare a ruota libera ieri a mezzogiorno. Ha annunciato il commissariamento per Napoli, una città ormai nel marasma sociale e politico, di cui si parla quasi con folklore e dove il Pd sembra ridotto a una forza marginale. Poi ha lodato Giachetti, il candidato romano, che è riuscito a entrare nel ballottaggio con Virginia Raggi, battendo a stento Giorgia Meloni, penalizzata soprattutto dalla miopia politica di Silvio Berlusconi (miopia magari anche interessata).

Quindi Renzi ha continuato nella sua narrazione, come si dice oggi, sostenendo che Giachetti "ha fatto un mezzo miracolo. Onore al merito. A Roma è stata una campagna molto difficile e ora c'è, è in campo. Se la giocherà al ballottaggio, vorremmo anche l'altro mezzo".

Poi, tirando il fiato per queste spiacevoli e obbligate circostanze di necessario commento, Renzi è ritornato a parlare del referendum di ottobre. La sua vera partita, a quanto sembra. Non ci sarà nessun impatto per il risultato delle comunali: "Con i ballottaggi si riparte sempre dallo zero a zero, auguri e in bocca al lupo. Comunque sarà un giudizio locale a decidere". Il premier lo ribadisce a scanso di equivoci, parla come se volesse convincere per primo se stesso. La teoria di Renzi è autoconsolatoria: "Gli italiani votano sulla base di ciò che propone l'esperienza amministrativa locale, sanno scegliere, fanno zapping sulla scheda elettorale".

Nessun test nazionale: Sono partite profondamente diverse. "Ho detto che non avrei dato valore nazionale alle amministrative e mi pare di essere stato un buon profeta. Allo stesso modo confermo che il referendum avrà ripercussioni sul governo".

A tratti ridanciano, a tratti smemorato, a tratti irridente, il presidente del Consiglio dimentica che può rischiare di perdere a Milano. Tanto per citare una grande città su cui ha puntato tanto. E pensare che, immaginando una vittoria, aveva detto che a Milano si doveva tirare solo un calcio di rigore. Forse dovrà accontentarsi di una punizione dal limite, se tutto va bene.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
07/06/2016 - Le volpi rischiano di finire in pellicceria (Carlo Cerofolini)

Renzi a forza di tirare la corda e di fare l’astuto, sta correndo il rischio che corrono tutte le volpi che è quello di finire in pellicceria e il redde rationem ci sarà il 19 giugno.

 
07/06/2016 - Da rottamatore...... (orazio bacci)

Ha finito quasi per autorottamarsi lui.