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AMMINISTRATIVE ROMA 2016/ Addio ai Parioli e a Giachetti, la città non è più qui

Pubblicazione:giovedì 9 giugno 2016

Proteste in periferia a Roma (Infophoto) Proteste in periferia a Roma (Infophoto)

I quartieri dove imperava qualche anno fa la Melandri, che da movimentista è passata a dirigere il Maxxi, museo inutile che viene di solito affittato a caro prezzo per mostre che non vede nessuno, se non gli amici fighi che ne capiscono. Ricordate quel che si rimproverava a Bertinotti, la gauche-cachemire? ma lui era ironico, almeno. E pazienza se la giacchina stinta ha prevalso. Il Pd non è più comunista, è radicale, e con tutto il merito culturale dei radicali, e il demerito radicale e comunista, non ha più un'anima popolare, tanto che il popolo non lo capisce e non lo vota. Vota la Raggi, che non si è capito se è di destra o sinistra, e questo poco conta. Se non era la Raggi nelle periferie era la Meloni, ma solo perché si sono messe a parlare di buche, monnezza e sicurezza, le sole, uniche emergenze, altro che Olimpiadi. Le sole che non avevano giornali e tv a favore, perché nei giornali e nelle tv a favore i conduttori organici amano interlocutori alla loro altezza politica e culturale, come si nota. Dunque chi disserta in video e conta, allarma sull'esperienza, e spera nella continuità. 

La gente vuole la discontinuità, e pazienza se l'esperienza si farà. Anzi, è un banco di prova, l'inesperienza presunta, per responsabilità più alte che si potrebbe aver voglia di provare, a livello nazionale. Spiace, ed è incomprensibile, che una parte importante di elettorato che non è uso a piazze, cortei e meetup, ed è escluso dai giri del potere dominante in città da almeno un ventennio, con infauste parentesi, non abbia trovato convintamente un'alternativa. Non abbastanza certo della Meloni per osare il voto utile, tanto più che Salvini non pare esattamente un moderato; e non abbastanza sicuro di Marchini, che era di sinistra, ma poi è diventato di centro, e poi piaceva anche alla destra. Spiace lo sbandamento di tanti che ci starebbero, al centro, ma il centro non c'è. Si potrà ripartire, ma da subito, dalle scuole, dalle università, ad essere una presenza, a lavorare non per il potere, ma per far star meglio la gente, anche nelle piccole cose. I bagni puliti, una mostra, un manifesto per dire la tua su quel che succede: così si cresce, ci si attrezza a rispondere, mettendosi insieme con chi ha voglia e coraggio. Senza personalismi, senza schemi ideologici, senza arroccamenti sul passato e soprattutto senza la rassegnata visione che ci vorranno due generazioni per ridar vita a una classe politica perduta. Perché fra due generazioni, quella classe politica, anche in germe, non ci sarà più.



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COMMENTI
09/06/2016 - Un po' di onestà intellettuale (Roberto Castaldelli)

Gent.ma Sig.ra Mondo, lo sa perché gli elettori non hanno visto né nella Meloni né in Marchini un'alterantiva ? .... perché i romani si ricordano ancora di Alemanno, che lei invece ha dimenticato nel suo articolo. Lasci stare se Giachetti ha non ha "l'anima popolare" e cerchi di essere un po' più onesta intellettualmente. Saluti e buona giornata. Ps. i romani come parte del Lazio si ricordano ancora della Polverini e di Marrazzo... e anche del buon Storace. ri-saluti ;-)