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Politica

AMMINISTRATIVE ROMA 2016/ Addio ai Parioli e a Giachetti, la città non è più qui

Roma è la capitale. Roma è Suburra. Roma è la più bella città del mondo, la più ingovernata, non la più ingovernabile. Si è toccato il fondo della credibilità, della menzogna. MONICA MONDO

Proteste in periferia a Roma (Infophoto)Proteste in periferia a Roma (Infophoto)

Roma è la capitale. Roma è Suburra. Roma è la più bella città del mondo, la più ingovernata, non la più ingovernabile, che è l'alibi con cui ci si è protetti per le inadempienze, le ruberie, l'arrogante trascuratezza. Roma è violenta, sporca, menefreghista, malata, povera. Custodisce le sue rovine meglio degli uomini. Roma aspetta un sindaco, e gliene importa poco. Delusa, troppe volte e costituzionalmente disinteressata a chi governa. Queste sono le calamità che impediscono il riscatto e lo scatto d'orgoglio, di responsabilità. 

Stavolta, avendo toccato il fondo della credibilità, della menzogna e del ridicolo, si è tentata un'altra carta. Non solo un voto di protesta, ma un voto per provare a cambiare. Senza troppa fiducia, ma giocandosi la carta, o la va o la spacca, e se la spacca, ci siamo abituati. Non solo un voto di protesta, perché che il M5s a Roma andasse bene, lo si sa da tempo. Sti ragazzotti scelti con qualche click sulle piattaforme virtuali non sono tutti né bravi né preparati, ma qualcuno ha imparato, qualcuno s'è dato da fare, studiando, lavorando in consiglio comunale, e non solo dicendo dei no o lanciando allarmi. Non sono i soli, e cavalcano un'antipolitica pericolosa e inutile, perché non serve sostituire un sistema a un altro sistema, finché non saranno la passione e la cura del bene comune a muovere l'impegno. Ma bocciare il voto alla Raggi come un exploit dovuto a un voto rozzo e scazzato, è un falso e una mancanza di rispetto per gli elettori. Che si sono fatti imbesuire da Marino, è pur vero, e che tentano ancora tutte le strade per uscire dal pantano. E poi, Marino certo non era solo, dovrebbero rammentarlo i capataz che gridano al rinnovamento repentino, quando le loro correnti e spifferi erano saldamente insediate tra palazzi, palazzinari e cooperative. 

E' più affidabile un candidato del Pd della maestrina Virginia Raggi. Perché mai? Giachetti è una brava persona, un uomo appassionato, sincero, che sa essere controcorrente e libero. Ma non lo è, libero. Deve vedersela con un presidente del Partito, con un segretario che è anche capo del governo, e soprattutto con i livori e le rendite di posizione acquisite e difficili da scalzare. Avrebbe dovuto far piazza pulita di tutti, per essere davvero credibile. E poi, preoccuparsi del consenso à la crème ottenuto al centro e ai Parioli, là dove una casa in affitto non scende sotto i 3000 euro al mese, dove una carbonara rivisitata costa come un filetto di manzo giapponese, dove le scuole pubbliche hanno il corso alternativo di teatro o di cinese o di danza. 


COMMENTI
09/06/2016 - Un po' di onestà intellettuale (Roberto Castaldelli)

Gent.ma Sig.ra Mondo, lo sa perché gli elettori non hanno visto né nella Meloni né in Marchini un'alterantiva ? .... perché i romani si ricordano ancora di Alemanno, che lei invece ha dimenticato nel suo articolo. Lasci stare se Giachetti ha non ha "l'anima popolare" e cerchi di essere un po' più onesta intellettualmente. Saluti e buona giornata. Ps. i romani come parte del Lazio si ricordano ancora della Polverini e di Marrazzo... e anche del buon Storace. ri-saluti ;-)