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DIETRO LE QUINTE/ Mattarella fa le "prove" del dopo-Renzi

Pubblicazione:domenica 10 luglio 2016

Sergio Mattarella (LaPresse) Sergio Mattarella (LaPresse)

La moral suasion mattarelliana, quella che non si vede, ma si sente, sembra intanto provocare un ammorbidimento delle posizioni del presidente del Consiglio. Non è un mistero per nessuno che il capo dello Stato abbia un giudizio negativo sulla personalizzazione del referendum confermativo. Il consiglio al premier è stato quello di mostrare maggiore flessibilità. Tutt'altro facile per Renzi, che d'istinto si butterebbe anima e corpo nello scontro frontale. Eppure qualche crepa si vede, nelle parole del capo del governo dalla tribuna del vertice Nato di Varsavia, quando dice che il parlamento — se vuole — può modificare la legge elettorale. Una disponibilità condita con il veleno dell'osservazione che questa maggioranza per cambiare l'Italicum da Palazzo Chigi ancora non si vede. Eppure è proprio il combinato disposto dell'Italicum con la riforma costituzionale a far storcere il naso a molti, che vedono una concentrazione di potere eccessiva e senza contrappesi nelle mani del leader del partito che vince le elezioni. Ultimo a lanciare un monito su questo proprio De Benedetti.
Due le strade: o si modifica l'Italicum subito, spostando il premio di maggioranza dal partito più votato alla coalizione, oppure si aspetta che sia la Corte costituzionale a ottobre a indicare quali correttivi sono necessari alla legge. Il che potrebbe essere un comodo alibi per lo stesso Renzi.
Nell'ottica di evitare un muro contro muro in cui il governo ha tutto da perdere sale anche un'altra ipotesi, quella del cosiddetto spacchettamento della riforma costituzionale. Non un secco "prendere o lasciare", ma la suddivisione del testo in una serie di quesiti omogenei, così da evitare la bocciatura secca. Un quesito, ad esempio, potrebbe riguardare il nuovo Senato, un'altro il nuovo assetto delle autonomie locali. Una bocciatura parziale potrebbe quindi avere un effetto politico molto limitato.
Anche al Quirinale si studia questa possibilità, che però non ha precedenti. E infatti lo stesso Renzi precisa che una decisione in merito spetterà alla Corte costituzionale e a quella di Cassazione. Ma potrebbe essere la situazione che salva capra e cavoli.



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COMMENTI
10/07/2016 - Mattarella e Renzi (orazio bacci)

Rappresentano la medaglia di Giano Bifronte, la più antica divinità Italica ed in fondo siamo tutti così, per essere onesti.

 
10/07/2016 - Loro due sono facce (orazio bacci)

Appunto volevo dire, sono le due facce della stessa medaglia, per buon intenditor poche parole, elementare Watson!