BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

RETROSCENA/ Calderoli: referendum, Renzi lo sposterà di un anno

LaPresseLaPresse

Gli unici che hanno presentato questo quesito sono stati i radicali, i quali però non hanno ancora le 500mila firme che andrebbero raccolte entro venerdì. Anzi non si sono ancora visti neanche i banchetti. Benedetto Della Vedova, membro del governo, ha proposto che la stessa richiesta sia presentata attraverso la sottoscrizione dei parlamentari. E’ infatti sufficiente il 20 per cento dei membri della Camera o del Senato. La Cassazione dovrà così riunirsi il 16 agosto per rispondere che non è possibile lo spacchettamento, e questo consentirebbe ai presentatori della richiesta di ricorrere alla Corte costituzionale.

 

Questo dilaterebbe i tempi?

Esattamente. A questo punto non si andrà più a votare nell’autunno 2016, perché prima che arrivi la risposta della Corte bisognerà aspettare l’autunno 2017. Renzi sa che in questo momento il referendum è perdente, e probabilmente vuole utilizzare la legge di stabilità per metterci un po’ di marchette in modo da raccogliere consenso. Dopo di che piuttosto che una sconfitta certa a termini brevi, è meglio buttare la palla in tribuna, e poi si vedrà.

 

Renzi ha anche detto che se il Parlamento vuole cambiare la legge elettorale, è libero di farlo. Vi state già muovendo in questa direzione?

Ci vuole ben altro che una modifica parziale all’Italicum. Quest’ultimo è nato per eleggere un soggetto come il sindaco o il deputato, e non invece un organo costituzionale come la Camera. Non c’è nessun Paese al mondo dove ciò avvienga in questo modo.

 

Quali sono le conseguenze?

Un partito del 20 per cento potrebbe prendere 340 deputati. L’errore di avere ridotto il numero dei senatori crea un totale squilibrio nel Parlamento riunito in seduta comune per l’elezione del presidente della Repubblica e degli organi di garanzia. Con un paio di trucchetti un unico partito potrebbe raggiungere 438 tra deputati e senatori e prendersi il presidente della Repubblica. Quest’ultimo poi nomina cinque membri della Corte costituzionale. Dei cinque membri eletti dal Parlamento, quattro andrebbero alla maggioranza. Quello stesso partito prenderebbe inoltre un terzo dei membri del Csm.

 

Insomma chi vince il ballottaggio ha in mano tutte le istituzioni?

Proprio così. Ci sarebbe un totale controllo di tutti gli organi da parte del segretario del partito, e sarebbe quindi un vero e proprio regime. E’ per questo che non è sufficiente cambiare la legge elettorale. Renzi usa questa ipotesi per rendere meno aspra la battaglia da parte di Ncd e di altre forze, che sono più interessate alla propria sopravvivenza piuttosto che al sistema dei pesi e contrappesi che deve esserci in una Costituzione.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
12/07/2016 - Ai seguaci di Renzi (Franco Labella)

Agli aficionadas del fiorentino: riflettete sui guasti profondi operati dal vostro beniamino. Sulla Costituzione siamo costretti a pendere dalla labbra e a dar ragione (perchè mi costa assai ammetterlo, ma ha ragione su tutto) al padre del Porcellum. Un ulteriore buon motivo per votare convintamente NO ad ottobre e a fare le barricate se il fiorentino sposta il giorno del referendum a data da destinarsi. Che mondo, che mondo....