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RETROSCENA/ Calderoli: referendum, Renzi lo sposterà di un anno

Pubblicazione:martedì 12 luglio 2016

LaPresse LaPresse

“Lo spacchettamento è un trucchetto che serve a Renzi per rimandare il referendum costituzionale all’autunno 2017. Il premier sa che perderà e vuole buttare la palla in tribuna”. E’ l’analisi di Roberto Calderoli, senatore della Lega nord, vicepresidente di Palazzo Madama ed ex ministro per le Riforme istituzionali. I radicali hanno presentato la richiesta di dividere il referendum costituzionale in cinque blocchi di domande, anziché in una sola che confermi o respinga la riforma. Resta però un punto interrogativo sul fatto che la Corte costituzionale possa ammettere o meno lo spacchettamento.

 

Gentiloni ha detto alla BBC che se vince il No al referendum, Renzi non se ne andrà. Il presidente del Consiglio sta mettendo le mani avanti?

Mi sembra che di mani avanti ne abbia messe un po’ tante. La prima volta Renzi dichiarò che se la riforma fosse stata bocciata, si sarebbe ritirato dalla vita politica. Quindi ha affermato che si sarebbe dimesso da presidente del Consiglio. Poi ha detto che ne avrebbe tratte le conseguenze, parlando addirittura di scioglimento delle camere, cosa che non è nelle sue prerogative in quanto spetta al presidente della Repubblica. Adesso arriva questa novità: non si dimette neanche da presidente del Consiglio. Viva la coerenza!

 

Renzi fa così perché sa di non avere più i numeri?

Basta andare in giro tra la gente, anziché ascoltare Confindustria e i vari mondi associativi al servizio del governo, per capire che il comune sentire degli italiani è quello di bocciare la riforma costituzionale. Questo ancor di più da quando c’è stata la personalizzazione di Renzi, che ha affermato che era un voto su di lui e sul suo governo.

 

Adesso si parla di un’ipotesi di spacchettamento del referendum…

E’ evidente che questo mettere avanti le mani da parte di Renzi prefigura una vittoria del No. Inizialmente il premier aveva parlato del 2 ottobre, che sarebbe stato il giorno della tempesta perfetta perché è proprio la data in cui l’Austria voterà il suo nuovo presidente. Adesso il discorso sullo spacchettamento è finalizzato a spostare sempre più in là la data del referendum.

 

Lo spacchettamento è costituzionale?

Fino a oggi le quattro richieste presentate da alcuni gruppi di parlamentari prevedono un unico quesito referendario sulla riforma complessiva, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Al contrario l’articolo 75 sul referendum abrogativo specifica che il voto è finalizzato all’abrogazione totale o parziale della legge. Se quindi i padri costituenti avessero voluto uno spacchettamento, avrebbero riportato la stessa dicitura dell’articolo 75.

 

Che cosa accadrebbe se si chiedesse uno spacchettamento?


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COMMENTI
12/07/2016 - Ai seguaci di Renzi (Franco Labella)

Agli aficionadas del fiorentino: riflettete sui guasti profondi operati dal vostro beniamino. Sulla Costituzione siamo costretti a pendere dalla labbra e a dar ragione (perchè mi costa assai ammetterlo, ma ha ragione su tutto) al padre del Porcellum. Un ulteriore buon motivo per votare convintamente NO ad ottobre e a fare le barricate se il fiorentino sposta il giorno del referendum a data da destinarsi. Che mondo, che mondo....