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Politica

REFERENDUM COSTITUZIONE/ Ma quando si vota? Ecco le due "ipotesi"

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Come che sia, l'ordinanza dell'Ufficio centrale che decide sulla legittimità della richiesta di referendum viene adeguatamente pubblicizzata (mediante "comunicazione" ai Presidenti della Repubblica, delle Camere, del Consiglio e della Corte costituzionale nonché mediante "notificazione" ai proponenti) e, se ammette il referendum, essa determina una serie di adempimenti a carico di altri soggetti.

In particolare, è previsto che entro 60 giorni dalla comunicazione il referendum sia indetto con decreto del Presidente della Repubblica su deliberazione del Consiglio dei ministri. La data del referendum è fissata in una domenica compresa tra il 50esimo e il 70esimo giorno successivo all'emanazione del decreto di indizione. L'art. 15, legge n. 352/1970 prevede un solo caso di possibile rinvio, allorché sia nel frattempo intervenuta - ma non è il caso attuale - la pubblicazione del testo di un'altra legge costituzionale o di revisione costituzionale, onde consentire uno svolgimento contemporaneo con unica convocazione degli elettori per il medesimo giorno. Ebbe a osservare sul punto Leopoldo Elia, in occasione della prima effettuazione del referendum costituzionale (nel 2001) che, fuori di quel caso, sulla base delle norme previste è assolutamente esclusa ogni possibilità di intervento di altri organi statali tendente a bloccare o a ritardare l'evento referendario.

In pratica, con un minimo di approssimazione, la scansione risulta così articolata:

A metà luglio: decorso dei tre mesi dalla pubblicazione per la presentazione delle richieste;

Entro 30 giorni: decisione dell'Ufficio centrale e sua immediata comunicazione;

Entro 60 giorni: decreto del Presidente della Repubblica con cui viene indetto il referendum;

Tra il 50esimo e il 70esimo giorno successivo: data di svolgimento del referendum.

Con riguardo al momento preciso in cui si andrà a parare, è evidente che la data concreta di svolgimento dipenderà dai fattori rispetto ai quali sono presenti (limitati) margini di discrezionalità.

Possiamo provare a fare due esempi, rimanendo sugli estremi.

Se i soggetti coinvolti si attesteranno sui minimi (pochi giorni per la decisione dell'Ufficio centrale, pochi giorni per il decreto del Presidente della Repubblica di indizione, la domenica più vicina al 50esimo giorno successivo), si potrebbe addirittura votare nella seconda metà di settembre.

Se i soggetti coinvolti si attesteranno sui massimi (30 giorni per la decisione dell'Ufficio centrale, 60 giorni per il decreto del Presidente della Repubblica di indizione, la domenica più vicina al 70esimo giorno successivo), si potrebbe finire per votare attorno agli ultimi giorni del 2016.

Sempre che in tale sequenza non si inserisca un eventuale intervento della Corte costituzionale, in sede di controllo di legittimità o di conflitto tra poteri, con l'inevitabile dilatazione dei tempi.

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