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BERSANELLUM?/ Renzi conta sulle divisioni del Pd per fare l'arbitro

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L'onere della prova si rovescia — di conseguenza — sui proponenti del "Bersanellum": sta a loro, almeno in prima battuta, far emergere disponibilità trasversali sulla loro proposta. Uno scenario su cui è lecito avanzare ben più di un dubbio, dal momento che le richieste di modifica dell'Italicum divergono in modo sostanziale. Se tutto il centrodestra preme per spostare il premio di maggioranza dal partito più votato alla coalizione, idea condivisa anche dai centristi, altre istanze chiedono il ritorno integrale delle preferenze, cancellando i capilista bloccati, anche per assecondare il dettato della Corte costituzionale. E' lampante che non si tratta della stessa direzione auspicata da Fornaro e Giorgis.
Alla fine, con ogni probabilità, il pallino rimarrà nelle mani di Renzi. Starà a lui vedere la convenienza di ritoccare l'Italicum. E le frasi di non completa chiusura dei giorni scorsi fanno capire che questa valutazione è in corso. Potrebbe essere questo il prezzo da pagare per avere un Pd unito al referendum, visto che i sondaggi danno incerta la battaglia: secondo Nicola Piepoli i Sì sarebbero al 51% oggi, contro il 62% del 9 maggio, mentre secondo Euromedia di Alessandra Ghisleri i No stanno aumentando il vantaggio, pur in presenza di un'elevatissima quota di indecisi.
Sarà dunque il premier segretario a decidere, secondo la propria utilità, giocando anche su un fattore tutt'altro che da trascurare: la partita della revisione della legge elettorale si aprirebbe solamente dopo la celebrazione del referendum costituzionale, non prima. Sulla base del risultato qualunque promessa potrebbe essere nuovamente ponderata: profonda revisione dell'Italicum in caso di risicata affermazione del Sì, nessun ritocco, se la consultazione dovesse essere un trionfo.
In un solo scenario la modifica è data per assolutamente certa: la sconfitta di Renzi e la bocciatura del disegno di legge Boschi. In quel caso bisognerebbe armonizzare le regole per la scelta dei deputati con quelle per i senatori. Ma probabilmente in quel caso la partita non sarebbe più gestita dall'attuale premier.

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COMMENTI
18/07/2016 - Prima NO alla riforma costituzionale e poi… (Carlo Cerofolini)

A ogni giorno il suo affanno. Prima un NO forte e chiaro al referendum sulla confusa e pericolosa riforma ciofeca della Costituzione e poi si vedrà come cambiare profondamente l’Italicum.

 
18/07/2016 - Il Bersanellum va bene e molto. (orazio bacci)

Votare due volte e una schifezza inutile.