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Politica

BERSANELLUM?/ Renzi conta sulle divisioni del Pd per fare l'arbitro

La minoranza Pd ha deciso di rompere gli indugi e di avanzare una proposta di riforma dell'Italicum, già ribattezzata Bersanellum. Cosa farà Renzi? ANSELMO DEL DUCA

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"Combinato disposto": sta in queste due paroline la chiave di volta del dibattito sul referendum confermativo della riforma costituzionale. Per troppi l'effetto congiunto del disegno di legge Boschi e della legge elettorale (estranea alla consultazione) è insopportabile, sbilancia l'equilibrio fra i poteri e — di conseguenza — è da bocciare.
Massimo D'Alema, con il suo annunciato no alla revisione della carta fondamentale, è solo la punta di un iceberg. Il fronte contrario è ampio e variegato, da Sinistra Italiana a M5s, dalla Lega a Forza Italia. E va a intersecarsi con un altro fronte — non coincidente — che spinge per una modifica dell'Italicum in modo da rendere più tollerabile la riforma targata Boschi-Renzi, in cui sono in prima fila i centristi di Ncd e Udc, oltre agli oppositori interni del premier-segretario.
La minoranza Pd ha deciso di rompere gli indugi e di avanzare una proposta già ribattezzata "Bersanellum", perché nasce con la benedizione dell'ex segretario, Pier Luigi Bersani. Federico Fornaro, che ne è l'estensione insieme ad Andrea Giorgis, in un'intervista al sussidiario lega senza troppi giri di parole il sì dell'opposizione democratica al referendum a una concreta disponibilità di Renzi a rivedere l'Italicum.
Per il premier sarebbe però un boccone amaro da digerire, perché implicherebbe la rinuncia alla certezza di avere un vincitore la sera stessa del voto, uno dei mantra renziani di maggior successo. L'assunto da cui muove la minoranza è che questo è il prezzo da pagare per avere più rappresentanza: inaccettabile che un singolo partito con il 25% al primo turno possa avere al ballottaggio un premio di maggioranza talmente grande da arrivare al 55% dei seggi. Via il ballottaggio, quindi, e se nessuno dovesse superare una soglia elevata (il 38-40%), niente premio di maggioranza, con il governo che si dovrebbe formare in parlamento. Tra i vantaggi del "Bersanellum", secondo i promotori che scopriranno le carte martedì, ci sarebbe anche quello di porre un freno ai 5 Stelle, altrimenti super favoriti dal meccanismo infernale dell'Italicum, come si è visto dall'esito dei ballottaggi delle comunali di giugno, 19 vittorie su 20 contese in cui era presente un candidato grillino al secondo turno.
Basteranno questi due vantaggi per aprire una breccia nel fortino renziano? Dubitarne è lecito, vista anche la prima risposta del ministro per le Riforme istituzionali. "L'Italicum funziona", ha scandito ancora una volta Maria Elena Boschi, lasciando però la porta aperta al confronto sulla proposta della minoranza. Requisito essenziale però è il costituirsi di una maggioranza in parlamento (in Senato, in particolare) intorno a una proposta di modifica della legge elettorale che è entrata in vigore formalmente solo il primo luglio scorso. Non solo la Boschi, ma anche Guerini e Renzi negli ultimi venti giorni hanno ripetuto che il parlamento è sovrano, e che se c'è un'ampia condivisione si può discutere.


COMMENTI
18/07/2016 - Prima NO alla riforma costituzionale e poi… (Carlo Cerofolini)

A ogni giorno il suo affanno. Prima un NO forte e chiaro al referendum sulla confusa e pericolosa riforma ciofeca della Costituzione e poi si vedrà come cambiare profondamente l’Italicum.

 
18/07/2016 - Il Bersanellum va bene e molto. (orazio bacci)

Votare due volte e una schifezza inutile.