BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RENXIT/ D'Attorre (Si): nel Pd aumenta la sfiducia in Renzi

Pubblicazione:

Malcontento all'assemblea Pd provinciale di Napoli (LaPresse)  Malcontento all'assemblea Pd provinciale di Napoli (LaPresse)

In primo luogo sulle banche. Se avessimo avuto un governo consapevole della situazione e determinato a difendere l’interesse nazionale, è evidente che il primo problema che avrebbe posto a livello europeo sarebbe stata l’inapplicabilità del bail-in senza almeno l’attivazione della garanzia europea sui depositi. Quando lo ha fatto, gli è stato detto no.

 

Renzi può dire di avere ancora in pugno almeno il suo partito?

In realtà nel Pd si sta diffondendo la convinzione che la linea renziana porti in un cul de sac. Il referendum istituzionale oggi appare una sfida fortemente a rischio per Renzi. Io sono stato sempre convinto che quella partita sarebbe stata aperta, e oggi i fatti indicano che il referendum costituzionale può davvero diventare un punto di svolta nella vicenda politica italiana. Io mi auguro che le forze del Pd che vogliono indicare una prospettiva alternativa al renzismo decidano di prendere una posizione nettamente autonoma da Renzi nella battaglia referendaria.

 

Perché allora Renzi ha iniziato la campagna elettorale per il referendum con così tanti mesi d’anticipo?

Renzi l’ha cominciata quando era convinto che la campagna sarebbe stata una passeggiata, e quindi ha utilizzato il referendum costituzionale come un diversivo sia rispetto all’inconsistenza dell’azione di governo sia rispetto alla possibile problematicità del risultato delle amministrative. E’ stata una scelta legata a una valutazione del momento, in quanto i sondaggi davano il Sì al referendum istituzionale largamente in vantaggio. Appena le persone hanno iniziato a capire un po’ di più di che cosa si tratta, il quadro si è rapidamente modificato.

 

Quali sono gli appuntamenti decisivi per la nuova Sinistra cui lei appartiene?

Sono in primo luogo il referendum costituzionale di ottobre e poi il congresso fondativo che terremo in dicembre. Con questi due passaggi noi vogliamo offrire all’Italia una nuova proposta di governo, mettendo in campo una nuova sinistra popolare di governo che sia il lievito di un nuovo polo progressista. Non quindi il vecchio centrosinistra dei vincoli europei, delle riforme strutturali suggerite dalla Bce, dell’“Europa ha sempre ragione”. Sarà piuttosto un nuovo polo progressista in grado di recuperare le tante energie democratiche sane che ci sono ancora nel Pd.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.