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RENXIT/ D'Attorre (Si): nel Pd aumenta la sfiducia in Renzi

Pubblicazione:sabato 2 luglio 2016

Malcontento all'assemblea Pd provinciale di Napoli (LaPresse) Malcontento all'assemblea Pd provinciale di Napoli (LaPresse)

“Il caso Brexit mette ancora una volta in luce la prospettiva di corto respiro di Renzi, che per non dover pagare un prezzo politico preferisce allinearsi alla Merkel ed evitare di mettere in discussione gli attuali assetti europei”. Lo sottolinea Alfredo D’Attorre, deputato ex Pd e attualmente esponente di Sinistra Italiana. In questi giorni il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sta dimostrando un attivismo diplomatico molto intenso sul fronte europeo.

 

Che cosa vuole ottenere Renzi con questo nuovo attivismo sul fronte europeo?

Trovo anche comprensibile che Renzi abbia rinviato una riunione di partito all’indomani della Brexit. E’ del resto normale che il capo del governo di uno dei principali Paesi dell’Eurozona possa e debba rafforzare i contatti con i suoi colleghi europei. Mi preoccupa piuttosto l’assenza di una linea chiara del governo. Lunedì mattina il presidente del Consiglio è intervenuto alla Camera, con molte frasi di circostanza ma poche idee chiare. In particolare non emerge una linea strategica che tenga insieme il cambiamento dell’Europa e la difesa degli interessi nazionali.

 

Che cosa poteva fare Renzi di fronte al referendum britannico?

La cosa grave è che finora Renzi e Hollande non abbiano giocato alcun ruolo, pur essendo i due leader socialisti alla guida dei Paesi che dovrebbero contenere lo strapotere tedesco e aprire a una battaglia per il cambiamento. Anzi Renzi e Hollande si sono messi al traino della Germania, accontentandosi di qualche concessione sul deficit. Questa linea purtroppo ha contribuito molto ad aggravare la crisi europea. Per esempio Cameron aveva cercato un’alleanza con l’Italia per evitare la nomina di Jean-Claude Juncker come capo della Commissione Ue, ma Renzi ha preferito allinearsi con la Merkel.

 

Da che cosa dipende il fatto che a Renzi manchi una linea europea chiara?

Dipende dal fatto che Renzi sceglie sempre una prospettiva di corto respiro, e non riesce ad avere un’impostazione strategica da statista nell’affrontare i problemi. Valuta che prendere posizione per un cambiamento radicale nella governance europea significherebbe nell’immediato affrontare dei rischi e pagare dei prezzi. Preferisce quindi l’accomodamento nell’illusione di poter galleggiare con qualche decimale in più di deficit. E la conseguenza è che oggi ci troviamo in una situazione in cui sia i problemi dell’Europa sia quelli del nostro Paese si sono incancreniti.

 

In concreto su quali temi Renzi poteva farsi sentire di più?


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