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ITALICUM/ Renzi, ecco come cambiarlo

Pubblicazione:venerdì 22 luglio 2016 - Ultimo aggiornamento:domenica 31 luglio 2016, 21.31

Maria Elena Boschi e Giorgio Napolitano (LaPresse) Maria Elena Boschi e Giorgio Napolitano (LaPresse)

Qualora poi si dovesse dare l'ipotesi di una o più liste con più del 30 per cento dei voti, il ballottaggio dovrebbe essere aperto e non chiuso, in modo da consentire patti di coalizione davanti agli elettori, in grado di potenziare effettivamente la maggioranza.

Queste modifiche salverebbero la legge di Renzi?
No, non esaurirebbero i problemi dell'Italicum, ma per una buona parte lo ricondurrebbero costituzionalmente al principio democratico e consentirebbero di puntare alla governabilità in modo non esasperato e con quelle garanzie tra i partiti politici che mancavano nel Porcellum e persino nel Mattarellum.

In che modo si esplicherebbero queste garanzie?
Nel primo turno tutti i partiti correrebbero per loro stessi, e qui sarebbe utile una clausola di sbarramento adeguata, come quella del 4 per cento. Nel secondo turno correrebbero invece per la coalizione, ma senza la possibilità per i piccoli partiti di ricattare i partiti più grandi, come accadeva con il Mattarellum, né i partiti più piccoli avrebbero più la possibilità di condizionare negativamente la coalizione di maggioranza, dopo le elezioni, nell'attività di governo, come si dava con il Porcellum.

L'attivismo di Napolitano si è fatto più intenso. Nella sua intervista al Foglio ha mandato a Renzi segnali ben precisi, del tipo "Rispetto a quando l'Italicum è stato concepito sono cambiati i tempi". Ovvero: stai attento, perché hai perso le amministrative… Davvero i tempi sono cambiati solo adesso?
Purtroppo non c'è stato nessun cambiamento dei tempi. È sempre stato così sin dalle elezioni del 1994, poi in quelle del 1996, del 2001, del 2006, del 2008 e, soprattutto, del 2013. Una pericolosa ottusità ideologica ha preteso di far calzare agli italiani un vestito non loro, che ha generato incertezze e confusione nel sistema politico, a partire dalla crisi del 1992. A volte gli uomini politici dovrebbero uscire dal sistema e osservarlo da lontano per comprenderne i limiti; invece, hanno pensato di risolvere il problema facendo entrare nell'agone politico i costituzionalisti; così, alla fine, né i politici, né i costituzionalisti riescono a comprendere i nodi del sistema politico.

Altre riserve di Napolitano riguardano il tripolarismo. Ma il tripolarismo c'era anche quando l'Italicum è stato concepito. Perché oggi, diversamente da ieri, il tripolarismo è diventato un problema politico?
E' che ieri, quando l'Italicum è stato concepito, i tre partiti medi — Pd, FI e M5s — vedevano lontane le elezioni e i primi due avevano siglato il patto del Nazareno. Adesso invece le elezioni potrebbero tenersi in ogni momento e, come hanno mostrato le ultime amministrative, gli italiani sono capaci di votare al ballottaggio per contrapposizione anziché per vicinanza. Questo fa paura alle forze politiche, soprattutto a quelle di governo.

Violante sul Corriere della Sera ha criticato l'Italicum, dicendosi d'accordo con Napolitano, e aggiungendo che "le leggi elettorali sono come taxi: bisogna sapere dove bisogna andare". Le giro la domanda: dove bisogna andare?


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