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Politica

CONTRATTI RAI/ Canone e stipendi "affondano" il referendum di Renzi

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Matteo Renzi e il Governo dovrebbero ripetere il blitz fatto lo scorso novembre con la Scuola nazionale dell'amministrazione, la cui giungla retributiva assomigliava a quelle dei romanzi di Salgari. Basta prendere il Dpcm del 25 novembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2015, e adattarlo alla Rai. Ai suoi dipendenti si applicherebbero la normativa e le retribuzioni del pubblico impiego con un tetto identico per i vertici e una soluzione per i "senza incarico". Facendo salvi coloro che i tribunali del lavoro giudicheranno soggetti amobbing, ai "senza incarico" verrebbero offerti tre incarichi (non necessariamente al livello stipendiale in atto); al terzo rifiuto, verrebbero inviati a fare valere la loro professionalità su quel mercato a cui "Mamma Rai" dice di ispirarsi. Ciò potrebbe minimizzare il "rischio Rai" per Renzi. Tanto più che "il partito Rai" fa solo finta di volergli bene e, se i sondaggi non sono per lui incoraggianti, non aspetta altro che scaricarlo. 

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