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DIETRO LE QUINTE/ Parisi o Alfano, il nuovo centrodestra è già “rottamato”

Pubblicazione:venerdì 29 luglio 2016

Stefano Parisi (Lapresse) Stefano Parisi (Lapresse)

Anche Giovanni Toti in passato non ha fatto parte di Forza Italia, eppure il giorno prima era direttore di TG e il giorno dopo è diventato il braccio destro di Berlusconi, nonché poi il candidato vincente in Liguria. Berlusconi sta cercando da diverso tempo l’uomo che gli risolva i problemi, ma non è come scegliere il direttore di Canale 5 perché Forza Italia è un partito. Finché quindi il Cavaliere è forte, la proposta politica è appetibile e i consensi ci sono, può anche andare bene l’anomalia dell’attuale centrodestra. Quando le cose iniziano ad andare male, questa anomalia si trasforma in un blocco.

 

Anche Alfano ha proposto di rilanciare il progetto dei moderati di centrodestra. Qual è il suo obiettivo?

Angelino Alfano ha fatto parte di tutte le maggioranze degli ultimi 15 anni, con la sola eccezione del governo Prodi nel 2006-2007. Le sue proposte di riformare il centrodestra e di cambiare la legge elettorale hanno a che fare con la sua sopravvivenza. Da quando è sulla scena politica, le strategie di Alfano sono sempre state mirate alla sopravvivenza. Sta quindi cercando di crearsi un appiglio in vista della prossima legislatura, anche se non sa ancora se questo appiglio sarà Renzi oppure Berlusconi.

 

Il centrodestra può stare in piedi senza i voti della Lega nord?

Il centrodestra non sta in piedi in qualsiasi formulazione attuale. Togliere il 6-7% di Salvini sarebbe una perdita piuttosto seria, ma un’alleanza tra Forza Italia e Lega Nord implica il fatto di perdere qualcosa da un’altra parte. In ogni caso stiamo parlando di percentuali che non permettono al centrodestra di vincere, proprio perché è una ripetizione all’infinito dello schema del 1994.

 

Che cosa è cambiato sullo scenario politico?

Sia che piaccia sia che non piaccia, M5s sta raccontando un mondo diverso. Per 20 anni abbiamo assistito a una serie di tentativi di applicare un terzo polo al centro che fosse alternativo sia alla destra, sia alla sinistra. Il terzo polo è arrivato con i Cinque Stelle che non hanno una collocazione geografico-istituzionale classica. Significa che il mondo è cambiato, ma Berlusconi guarda ancora al passato.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
29/07/2016 - Parisi paracadutato (ALBERTO DELLISANTI)

Interessanti considerazioni svolte da Mattia Feltri. Berlusconi continua a guardare il passato, è il suo vizio, il suo guaio, ed il guaio (pure per gli altri) di un partito suo personale, che come tale non potrà mai più essere l'architrave di un centrodestra. Giusto dire che non solo nel renziano PD, ma anche nel M5S, si colgono ragionamenti e modalità che ne fanno forze politiche fuori da ogni passatismo. Confido nell'intelletto politico di Parisi. E' un fatto che non aveva senso rifiutare la "consulenza" affidatagli dal Berlusca. Ben lo sa Parisi che leader del centrodestra diverrà poi non un inviato di Arcore, ma chi avrà superato, davanti ad altri candidati, una vera selezione in assenza della quale vedremo il funerale del centrodestra. Pur continuando a indulgere a sé stesso, in realtà Berlusca non dice - ma ben lo sa - che le cose devono cambiare perché tutto è cambiato. Non credo che voglia esaurirsi nel filo-renzismo che gli è convenuto fin qui. Parisi gli farà capire che il Parisi può essere utilissimo interlocutore, e che poi il Cavaliere si deve rimettere al proscenio politico di una Forza Italia (che si dia il segretario che vuole), di una Lega (con l'attuale Salvini), di un Fratelli d'Italia (con la Meloni), e di un vario gruppo "centrista" (dove gli Alfano e i Casini conteranno come il due di picche). Se poi Berlusca vorrà il diluvio dopo di lui, libero di passare alla storia come un fanfarone. Ma Parisi non si farà fregare facendo il paracadutato.

 
29/07/2016 - Testimoni, senza potere (Luigi PATRINI)

Il guaio del centro-destra è davvero che i suoi leaders guardano al passato. Speriamo che Parisi non ci caschi e che non finga neppure di cascarci per tirarsi dietro Berlusconi. Vetera transierunt! Il vero problema però è che questi 20 anni di berlusconismo e antiberlusconismo hanno distrutto il popolo, riducendolo a massa amorfa di individui: senza popolo non si ricostruisce nulla. Ci vuole il Popolo - che è reso tale da un'idealità "religiosa", laica ma religiosa nel senso che fa riferimento a Valori che non traggono origine dalla politica: il leader dovrà nascere dal Popolo, non dovrà essere investito da qualche "padrone", che lo lanci per tutelare i suoi interessi. Sarà una strada lunga. I cattolici dovranno rendersi conto che per loro, soprattutto per loro, questo in politica è per loro il momento della testimonianza, non della gestione del potere! Avremo solo il potere dei senza-potere! Tra i suoi eletti il Signore saprà suscitare persone giuste: però occore che ...il resto d'Israele preghi con fedeltà il suo Signore!