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DIETRO LE QUINTE/ Brexit e Italia, attenti agli Architetti del Grande Sogno

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Tragedia e farsa si incontrano in piazza (LaPresse)  Tragedia e farsa si incontrano in piazza (LaPresse)

Non si pensava che, con l'arrivo di euro e Bce, quella gigantesca partita di giro si sarebbe trasformata, dall'oggi al domani, nel debito privato di una collettività priva di una sua moneta e di una sua politica monetaria. Certo, ci dicono oggi, tutto era corrotto, inefficiente e prossimo al collasso. Però, chissà perché, allora l'Italia era la quinta o la sesta potenza industriale, anche se doveva questa sua posizione alla presenza di un'industria pubblica — si dice oggi — clientelare e politicizzata, che doveva essere smantellata in nome del mercato.
Nel giugno del 1989, quando si tenne quel referendum, l'Iri era ancora sotto la guida di quel Romano Prodi che poi sarebbe divenuto presidente del Consiglio e presidente della Commissione. L'Iri sarebbe stata trasformata in società per azioni nel 1992 e poi svenduta sul mercato al mercato, e però nel nome del mercato. Il tutto in esecuzione dell'accordo Andreatta-Van Miert, di cui pochi pure hanno memoria, anche perché, vista come è andata, non è bene ricordarlo.
Insomma, nei racconti degli Alfieri del Bel Sogno, tutto cospirava per il peggio. Eppure il referendum ebbe un'affluenza dell'81 per cento abbondante (quote stellari di una democrazia vera e funzionante) e l'88 per cento dei votanti era favorevole ad un progetto che appariva al tempo stesso futurista e seducente. Oggi, nel linguaggio delle istituzioni europee, si direbbe ambizioso e lungimirante. Gli italiani stavano bene ed erano ardentemente europeisti, convinti di star meglio. Avrebbero lavorato un giorno di meno e guadagnato come se avessero lavorato un giorno di più, ci diceva uno slogan che sarebbe uscito di lì a qualche anno. Sempre dalla bocca degli stessi.
Nel frattempo l'Ecu è stato sostituito dall'euro. Quella Costituzione europea per cui si votava nel 1989, dopo la tappa intermedia di Maastricht 1992, fu poi laboriosamente redatta, orgogliosamente presentata in Italia da Giuliano Amato nel 2004, e sonoramente bocciata in due referendum, che pure non è elegante ricordare, in Olanda e in Francia tra il maggio e il giugno del 2005. Al posto di quella strana Costituzione è arrivata, come massimo omaggio al valore del voto, una cosa praticamente identica, però chiamata Trattato di Lisbona e che ci si è ben guardati dal sottoporre ancora ad una qualche consultazione popolare. Quando è stato fatto, come in Irlanda nel 2008, sappiamo com'è andata a finire: si è dovuto fare un secondo referendum l'anno dopo per consentire l'entrata in vigore del Trattato, che altrimenti avrebbe fatto la fine della benemerita Costituzione europea tenuta a battesimo da Amato. Giacché sembra che le istituzioni europee qualche problema con i referendum ce l'abbiano. Come dovrebbe averci ricordato la magica notte inglese di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, appena trascorsa.  
Alla luce di tutto questo, non si capisce perché ci si affanni tanto a ricordare che l'articolo 75, comma 2 della Costituzione vieta i referendum sui trattati internazionali. In astratto, come nel 1989 si è fatto un referendum sulla Costituzione europea, si potrebbe oggi, nello stesso modo, fare un referendum di segno uguale e contrario a quello di trent'anni fa.


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COMMENTI
05/07/2016 - Un Alfiere di peso (Francesco Giuseppe Pianori)

L'articolo (bello) sembra dimenticare (volutamente?) l'Alfiere degli Alfieri di parte italiana: l'allora Presidente della Repubblica per ben due mandati Giorgio Napolitano, comunista D.O.C., che ci ha regalato (costituzionalmente) tre Presidenti del Consiglio e tre Governi mai votati dal popolo, che devono portare avanti il Grande Sogno. In occasione della BREXIT ha ribadito esplicitamente il suo pensiero: il popolo non può avere voce in capitolo su decisioni di questa importanza. Forse alla sua visita negli USA di tanti anni fa deve la sua "conversione" al Grande Sogno del Grande Architetto? Forse non ha mai dimenticato che il popolo può anche ribellarsi e minacciare la pace mondiale come nel 1956? Chissà?! La cessione di sovranità che caldeggia verso l'UE evidentemente non richiede la cessione di beni personali di famiglia alla Banca Centrale Europea, che stampa moneta il cui valore è pari a quella di Monopoli... Nel frattempo altri "sodali" qui ricordati hanno provveduto a impoverire tutto il popolo vendendone i gioielli di famiglia, ricavandone onore, titoli, consulenze e apprezzamenti. Ma, come ricorda Totò, " a' livella" aspetta tutti...

 
05/07/2016 - PS (alessandro giudici)

La UE non sara' un Grande Sogno - e non lo e' - ma andatelo a dire a questa persona (notizia di oggi). http://www.manchestereveningnews.co.uk/news/greater-manchester-news/man-stabbed-hard-alleged-racist-11565469 C'e' un'intera pagina facebook che riporta gia' centinaia di fatti di razzismo esplicito che stanno moltiplicandosi per le strade delle citta' inglesi dove 'si difende la libertà' (eufemismo). Si chiama Worrying Signs. Controllate se non ci credete. Attenti a giocare con il fuoco, soprattutto sulla pelle degli altri.

 
05/07/2016 - Tutti a fare i romantici... (alessandro giudici)

con la pelle degli altri... o in supporto all'EU o di fantomatici inglese difensori della liberta' democratica. Io sono euroscettico, ma mi chiedo se il buon Dario abbia mai passato piu' di due ore nei luoghi pro-Brexit, che sono in gran parte deserti socio-economico-culturali. Le cause sono chiaramente molteplici e spesso imputabili a decenni di politiche che hanno dimenticato gran parte del paese fuori Londra (con grandi responsabilita' di Blair e dell'austerity forsennata Tory degli ultimi anni). Il Brexit, posto che avvenga (cosa su cui al momento non scommetterei), sara' un bagno di sangue proprio per le parti della popolazione gia' svantaggiate. In parte, gli effetti sono gia' partiti, anche se i primi dati sull'economia reale arriveranno da agosto in poi. Se non avviene, ci saranno comunque conseguenze gravi sull'economia. Il risultato - salvo elezioni anticipate e una improbabile resurrezione del Labour - sara' il perseguimento di politiche turbocapitaliste ancora piu' spinte. L'EU ha i suoi problemi - e gravi - ma qui si scherza con il fuoco. E soprattutto si continuano ad applicare lenti di giudizio 'italiane' - distorte da problemi interni - nonostante la profonda differenza dei due sistemi socio-economici e delle storie dei due paesi. Magari con il Brexit il Regno Unito tornera' agli antichi splendori... chi ci crede? Comunque potrebbe succedere solo nel medio-lungo periodo dopo almeno 5-10 anni persi ed escludendo altri stravolgimenti macro (crollo Cina in primis).

 
05/07/2016 - brexit (delfini paolo)

Non dimentichiamo, tra l'altro, che il debito pubblico è aumentato a dismisura grazie a quel "capolavoro" che fu la separazione di bankitalia dal Ministero del Tesoro. L'adesione all'eurozona è stata poi la mazzata finale.