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DIETRO LE QUINTE/ Brexit e Italia, attenti agli Architetti del Grande Sogno

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Tragedia e farsa si incontrano in piazza (LaPresse)  Tragedia e farsa si incontrano in piazza (LaPresse)

Ma è proprio qui che cominciano i problemi. Perché è chiaro che un referendum del genere, non essendo previsto dalla Costituzione, dovrebbe essere indetto, come lo è stato quello del 1989, con una legge costituzionale di deroga e un apposito voto del Parlamento. Ed essendo chiaro che una legge costituzionale del genere oggi non potrebbe mai essere approvata con i due terzi dei voti (e di quale parlamento? quello che c'è o quello che verrà?), come fu quella del 1989, è altrettanto chiaro che questa legge potrebbe giungere a compimento solo con una approvazione a maggioranza assoluta. A cui, in punta di articolo 138 della Costituzione, non potrebbe non seguire un referendum approvativo, richiesto dalle forze ancora schierate a difesa del Sogno europeo. Un referendum, per inciso, del tutto identico a quello che prima o poi andremo a votare tra ottobre e novembre (le date, oggi, chissà perché, non sono più certe).
Insomma, per farla breve, ciò che i fautori dell'Italexit non ci dicono è che, per votare su Europa, euro o qualunque altra cosa inerisca i rapporti tra ciò che resta della Repubblica Italiana e quel qualcosa che, per comodità, chiamiamo Unione Europea, si dovrebbe fare prima un referendum (approvativo) per poi votare in un successivo referendum (consultivo) sull'Europa. Un referendum sul referendum, per capirci. Il che, diciamolo, ha qualcosa di deliziosamente divertente e surreale e ci dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che Flaiano è stato un grande pensatore politico ed è, assieme a Ionesco e Jarry, uno dei Padri non riconosciuti dell'Unione. Niente a che vedere con Spinelli, Monnet e Premi Paneuropa vari.
Per non parlare poi del fatto, un tantino più serio, che il simpatico esempio della Grecia di luglio 2015 sconsiglia vivamente ad uno Stato aderente all'Unione di indire consultazioni del tipo di quella britannica senza avere in tasca una moneta governata da una banca centrale ancora una volta degna di questo nome. Le riprese televisive degli sportelli automatici di Atene ai tempi della Troika stanno lì a dimostrarcelo. E possiamo solo immaginare le posizioni che sarebbero assunte, in Italia, del sistema bancario e dai suoi rappresentanti, nel momento in cui fossero posti sotto garbato ricatto dalla Bce e dai soliti mercati che attendono di essere rassicurati.
Insomma, non c'è bisogno di ricordare agli italiani che i referendum sull'Europa non si possono fare perché toccano problemi che i singoli cittadini non possono capire, come si è fatto, nell'ultima settimana, dai soliti Alfieri del Bel Sogno: Alfieri che, oggi come ieri, ci propongono il solito armamentario di conflitti con le generazioni future (conflitto con chi, se le generazioni sono future?), Sogno europeo (lo stiamo vedendo all'opera), pace in pericolo (come se paesi integrati nei comandi Nato potessero farsi guerre diverse dalla guerra economica che stiamo attraversando). E via maramaldeggiando in libertà. Gli inglesi che se ne vogliono uscire o sono yokels abbruttiti dalla birra e dall'ignoranza o vecchi nostalgici di una Rule Britannia imperiale che hanno votato contro le generazioni future. Gli inglesi colti e raffinati, quelli intelligenti, ricchi e cosmopoliti, avrebbero votato per restare nel sogno europeo. 


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COMMENTI
05/07/2016 - Un Alfiere di peso (Francesco Giuseppe Pianori)

L'articolo (bello) sembra dimenticare (volutamente?) l'Alfiere degli Alfieri di parte italiana: l'allora Presidente della Repubblica per ben due mandati Giorgio Napolitano, comunista D.O.C., che ci ha regalato (costituzionalmente) tre Presidenti del Consiglio e tre Governi mai votati dal popolo, che devono portare avanti il Grande Sogno. In occasione della BREXIT ha ribadito esplicitamente il suo pensiero: il popolo non può avere voce in capitolo su decisioni di questa importanza. Forse alla sua visita negli USA di tanti anni fa deve la sua "conversione" al Grande Sogno del Grande Architetto? Forse non ha mai dimenticato che il popolo può anche ribellarsi e minacciare la pace mondiale come nel 1956? Chissà?! La cessione di sovranità che caldeggia verso l'UE evidentemente non richiede la cessione di beni personali di famiglia alla Banca Centrale Europea, che stampa moneta il cui valore è pari a quella di Monopoli... Nel frattempo altri "sodali" qui ricordati hanno provveduto a impoverire tutto il popolo vendendone i gioielli di famiglia, ricavandone onore, titoli, consulenze e apprezzamenti. Ma, come ricorda Totò, " a' livella" aspetta tutti...

 
05/07/2016 - PS (alessandro giudici)

La UE non sara' un Grande Sogno - e non lo e' - ma andatelo a dire a questa persona (notizia di oggi). http://www.manchestereveningnews.co.uk/news/greater-manchester-news/man-stabbed-hard-alleged-racist-11565469 C'e' un'intera pagina facebook che riporta gia' centinaia di fatti di razzismo esplicito che stanno moltiplicandosi per le strade delle citta' inglesi dove 'si difende la libertà' (eufemismo). Si chiama Worrying Signs. Controllate se non ci credete. Attenti a giocare con il fuoco, soprattutto sulla pelle degli altri.

 
05/07/2016 - Tutti a fare i romantici... (alessandro giudici)

con la pelle degli altri... o in supporto all'EU o di fantomatici inglese difensori della liberta' democratica. Io sono euroscettico, ma mi chiedo se il buon Dario abbia mai passato piu' di due ore nei luoghi pro-Brexit, che sono in gran parte deserti socio-economico-culturali. Le cause sono chiaramente molteplici e spesso imputabili a decenni di politiche che hanno dimenticato gran parte del paese fuori Londra (con grandi responsabilita' di Blair e dell'austerity forsennata Tory degli ultimi anni). Il Brexit, posto che avvenga (cosa su cui al momento non scommetterei), sara' un bagno di sangue proprio per le parti della popolazione gia' svantaggiate. In parte, gli effetti sono gia' partiti, anche se i primi dati sull'economia reale arriveranno da agosto in poi. Se non avviene, ci saranno comunque conseguenze gravi sull'economia. Il risultato - salvo elezioni anticipate e una improbabile resurrezione del Labour - sara' il perseguimento di politiche turbocapitaliste ancora piu' spinte. L'EU ha i suoi problemi - e gravi - ma qui si scherza con il fuoco. E soprattutto si continuano ad applicare lenti di giudizio 'italiane' - distorte da problemi interni - nonostante la profonda differenza dei due sistemi socio-economici e delle storie dei due paesi. Magari con il Brexit il Regno Unito tornera' agli antichi splendori... chi ci crede? Comunque potrebbe succedere solo nel medio-lungo periodo dopo almeno 5-10 anni persi ed escludendo altri stravolgimenti macro (crollo Cina in primis).

 
05/07/2016 - brexit (delfini paolo)

Non dimentichiamo, tra l'altro, che il debito pubblico è aumentato a dismisura grazie a quel "capolavoro" che fu la separazione di bankitalia dal Ministero del Tesoro. L'adesione all'eurozona è stata poi la mazzata finale.