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DIETRO LE QUINTE/ Brexit e Italia, attenti agli Architetti del Grande Sogno

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Tragedia e farsa si incontrano in piazza (LaPresse)  Tragedia e farsa si incontrano in piazza (LaPresse)

In realtà, ad usare questi argomenti si rischia solo di far capire alla gente ciò che ci si è sforzati per anni di non farle capire. E cioè che l'Unione Europea è un progetto raffinatissimo, fatto apposta per decostruire le costituzioni nazionali ed aggirare i normali meccanismi di elaborazione democratica della decisione politica. Ed è, per questo, una struttura che, della democrazia, ha una nozione che si riduce, nel migliore dei casi, al momento dell'investitura degli esecutivi nazionali. Fermo restando che, poi, agli esecutivi tocca eseguire ed attuare, nel modo più veloce ed efficiente possibile, ciò che dall'Europa viene chiesto loro, attraverso il vincolo di bilancio.  
Insomma, il deficit democratico non è un incidente di percorso del progetto europeo. Ne è, stando ai fatti, il cuore vivo e pulsante. L'Unione Europea è, essenzialmente, un'arte di governo: una governamentalità, che di una attività di governo produce gli effetti, senza che ci sia un governo. Ed è per questo che, con l'Europa, abbiamo ridotto diritto di voto e libertà politiche ad un guscio vuoto, che, chissà perché, possono andare in una sola direzione. Che è poi la direzione di quel pilota automatico di cui parlava M. Draghi quando spiegava, sempre ai mercati, la situazione italiana nel marzo 2013. Nell'Europa dei diritti e delle Carte le liberà politiche e il diritto di voto sono soltanto un cortese omaggio al passato.
In cambio, come ci è stato detto di recente da uno degli Alfieri del Bel Sogno, abbiamo avuto "protezione dei consumatori, equilibrio di genere e tutela dell'ambiente". Non si lamentassero quindi i cittadini inglesi del bene che ha fatto loro l'Europa.
Sono questi i motivi per cui, ad una settimana dal voto inglese, non sono stupito che nulla di serio sia successo. Non sono stupito che il Governo inglese si sia guardato dal notificare alla Commissione l'avvio della procedura di uscita dai Trattati. Né sono stupito che la Commissione o il Consiglio, a parte le dichiarazioni infuocate del giorno successivo a San Giovanni, abbiano fatto alcunché.
L'obiettivo del post-Brexit è quello di addormentare prima, e metabolizzare poi, il risultato referendario in un momento delicatissimo per la tenuta del Sogno. Da qui il fuoco di controbatteria dell'ultima settimana partito in Gran Bretagna: dalle petizioni farlocche, stile primarie del Pd, per ripetere il referendum, alle dichiarazioni della leader scozzese sulla secessione della Scozia. Dichiarazioni che non a caso sono state lasciate cadere nel niente, visto che se passa l'idea della secessione scozzese, Spagna e Belgio rischiano di diventare un ricordo del recente passato. E con le elezioni francesi e tedesche tra 10 mesi, e madame Le Pen e AfD in gran spolvero, c'è poco da stare allegri.
In realtà, per capire perché non stia succedendo niente, basta tenere presente che, dopo le dimissioni di Cameron, a novembre la Gran Bretagna dovrà votare ancora per scegliersi un primo ministro. E i Grandi Architetti d'Europa stanno già lavorando per trasformare le prossime elezioni politiche in Gran Bretagna in un match di ritorno della Notte di San Giovanni. 



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COMMENTI
05/07/2016 - Un Alfiere di peso (Francesco Giuseppe Pianori)

L'articolo (bello) sembra dimenticare (volutamente?) l'Alfiere degli Alfieri di parte italiana: l'allora Presidente della Repubblica per ben due mandati Giorgio Napolitano, comunista D.O.C., che ci ha regalato (costituzionalmente) tre Presidenti del Consiglio e tre Governi mai votati dal popolo, che devono portare avanti il Grande Sogno. In occasione della BREXIT ha ribadito esplicitamente il suo pensiero: il popolo non può avere voce in capitolo su decisioni di questa importanza. Forse alla sua visita negli USA di tanti anni fa deve la sua "conversione" al Grande Sogno del Grande Architetto? Forse non ha mai dimenticato che il popolo può anche ribellarsi e minacciare la pace mondiale come nel 1956? Chissà?! La cessione di sovranità che caldeggia verso l'UE evidentemente non richiede la cessione di beni personali di famiglia alla Banca Centrale Europea, che stampa moneta il cui valore è pari a quella di Monopoli... Nel frattempo altri "sodali" qui ricordati hanno provveduto a impoverire tutto il popolo vendendone i gioielli di famiglia, ricavandone onore, titoli, consulenze e apprezzamenti. Ma, come ricorda Totò, " a' livella" aspetta tutti...

 
05/07/2016 - PS (alessandro giudici)

La UE non sara' un Grande Sogno - e non lo e' - ma andatelo a dire a questa persona (notizia di oggi). http://www.manchestereveningnews.co.uk/news/greater-manchester-news/man-stabbed-hard-alleged-racist-11565469 C'e' un'intera pagina facebook che riporta gia' centinaia di fatti di razzismo esplicito che stanno moltiplicandosi per le strade delle citta' inglesi dove 'si difende la libertà' (eufemismo). Si chiama Worrying Signs. Controllate se non ci credete. Attenti a giocare con il fuoco, soprattutto sulla pelle degli altri.

 
05/07/2016 - Tutti a fare i romantici... (alessandro giudici)

con la pelle degli altri... o in supporto all'EU o di fantomatici inglese difensori della liberta' democratica. Io sono euroscettico, ma mi chiedo se il buon Dario abbia mai passato piu' di due ore nei luoghi pro-Brexit, che sono in gran parte deserti socio-economico-culturali. Le cause sono chiaramente molteplici e spesso imputabili a decenni di politiche che hanno dimenticato gran parte del paese fuori Londra (con grandi responsabilita' di Blair e dell'austerity forsennata Tory degli ultimi anni). Il Brexit, posto che avvenga (cosa su cui al momento non scommetterei), sara' un bagno di sangue proprio per le parti della popolazione gia' svantaggiate. In parte, gli effetti sono gia' partiti, anche se i primi dati sull'economia reale arriveranno da agosto in poi. Se non avviene, ci saranno comunque conseguenze gravi sull'economia. Il risultato - salvo elezioni anticipate e una improbabile resurrezione del Labour - sara' il perseguimento di politiche turbocapitaliste ancora piu' spinte. L'EU ha i suoi problemi - e gravi - ma qui si scherza con il fuoco. E soprattutto si continuano ad applicare lenti di giudizio 'italiane' - distorte da problemi interni - nonostante la profonda differenza dei due sistemi socio-economici e delle storie dei due paesi. Magari con il Brexit il Regno Unito tornera' agli antichi splendori... chi ci crede? Comunque potrebbe succedere solo nel medio-lungo periodo dopo almeno 5-10 anni persi ed escludendo altri stravolgimenti macro (crollo Cina in primis).

 
05/07/2016 - brexit (delfini paolo)

Non dimentichiamo, tra l'altro, che il debito pubblico è aumentato a dismisura grazie a quel "capolavoro" che fu la separazione di bankitalia dal Ministero del Tesoro. L'adesione all'eurozona è stata poi la mazzata finale.