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DIETRO LE QUINTE/ Brexit e Italia, attenti agli Architetti del Grande Sogno

Pubblicazione:martedì 5 luglio 2016 - Ultimo aggiornamento:martedì 5 luglio 2016, 13.16

Tragedia e farsa si incontrano in piazza (LaPresse) Tragedia e farsa si incontrano in piazza (LaPresse)

Tra le cose più divertenti che sono uscite dal voto sul Brexit di dieci giorni fa vanno messe senz'altro le considerazioni fioccate sui giornali, da parte di esperti più o meno autorevoli, sull'opportunità di ammettere i cittadini a votare su cose tanto importanti e complesse come possono essere le questioni circa la permanenza di uno stato all'interno dell'Unione. E, a seguire, sul fatto che in Italia si possa o meno percorrere la strada inglese per "sfiduciare" l'Unione come hanno appena fatto gli elettori inglesi.
I più colti hanno rammentato, con qualche sospiro di sollievo, che in Italia una cosa del genere non sarebbe mai possibile, dato che l'articolo 75 della Costituzione esclude consultazioni popolari sulle leggi di ratifica dei trattati.
I più colti ancora — o forse solo quelli meno smemorati — hanno rammentato che nell'anno di grazia 1989 i cittadini sono andati a votare un referendum straordinario — un referendum d'indirizzo, si diceva ai tempi — sul conferimento di un "mandato costituente" al Parlamento europeo per la redazione di "un progetto di Costituzione europea da sottoporre alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunità".
Erano altri tempi, dolci e romantici, che i moderni europeisti confinano nel profondo del loro cuore e non osano rammentare, se non in privato. Tangentopoli era ancora al di là da venire. La Comunità europea era composta dai sei Paesi fondatori, cui si erano via via aggiunti Danimarca, Irlanda e Regno Unito nel 1973, la Grecia nel 1981 e Portogallo e Spagna nel 1986. Si era nella fase di mezzo tra Atto Unico e Maastricht. Maastricht, insomma, e i suoi parametri su deficit e indebitamento dovevano ancora arrivare, e la Germania attendeva ancora di riunificarsi, dopo la caduta del Muro. In Commissione si ragionava in Ecu e l'euro, per quanto approdo programmato del Bel Sogno, non esisteva ancora.
Esisteva, semmai, il secondo Sme, dal quale saremmo usciti, con l'Inghilterra, nel 1992, ai tempi del Governo Amato e della crisi valutaria gestita così bene da quel C.A. Ciampi, che sarebbe poi divenuto, per questo ed altro, presidente della Repubblica.
Certo, erano gli anni della decadenza del Pentapartito: anni in cui si costruiva quel debito pubblico che, ci avrebbero poi insegnato gli Alfieri del Bel Sogno, avrebbe avvelenato la vita delle generazioni future. In realtà, a quei tempi, i più accorti sapevano che, stanti certe cautele, uno Stato con una banca centrale degna di questo nome, com'era ai tempi la Banca d'Italia, non poteva fallire per definizione. E sapevano anche che il debito pubblico era fondamentalmente un'enorme partita di giro tra lo Stato e il sistema bancario: un sistema bancario al cui centro stavano però le banche d'interesse nazionale, e cioè Credito Italiano, Banca Commerciale Italiana e Banco di Roma in mano all'Iri, e quindi agli italiani, fin dal 1936.  


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COMMENTI
05/07/2016 - Un Alfiere di peso (Francesco Giuseppe Pianori)

L'articolo (bello) sembra dimenticare (volutamente?) l'Alfiere degli Alfieri di parte italiana: l'allora Presidente della Repubblica per ben due mandati Giorgio Napolitano, comunista D.O.C., che ci ha regalato (costituzionalmente) tre Presidenti del Consiglio e tre Governi mai votati dal popolo, che devono portare avanti il Grande Sogno. In occasione della BREXIT ha ribadito esplicitamente il suo pensiero: il popolo non può avere voce in capitolo su decisioni di questa importanza. Forse alla sua visita negli USA di tanti anni fa deve la sua "conversione" al Grande Sogno del Grande Architetto? Forse non ha mai dimenticato che il popolo può anche ribellarsi e minacciare la pace mondiale come nel 1956? Chissà?! La cessione di sovranità che caldeggia verso l'UE evidentemente non richiede la cessione di beni personali di famiglia alla Banca Centrale Europea, che stampa moneta il cui valore è pari a quella di Monopoli... Nel frattempo altri "sodali" qui ricordati hanno provveduto a impoverire tutto il popolo vendendone i gioielli di famiglia, ricavandone onore, titoli, consulenze e apprezzamenti. Ma, come ricorda Totò, " a' livella" aspetta tutti...

 
05/07/2016 - PS (alessandro giudici)

La UE non sara' un Grande Sogno - e non lo e' - ma andatelo a dire a questa persona (notizia di oggi). http://www.manchestereveningnews.co.uk/news/greater-manchester-news/man-stabbed-hard-alleged-racist-11565469 C'e' un'intera pagina facebook che riporta gia' centinaia di fatti di razzismo esplicito che stanno moltiplicandosi per le strade delle citta' inglesi dove 'si difende la libertà' (eufemismo). Si chiama Worrying Signs. Controllate se non ci credete. Attenti a giocare con il fuoco, soprattutto sulla pelle degli altri.

 
05/07/2016 - Tutti a fare i romantici... (alessandro giudici)

con la pelle degli altri... o in supporto all'EU o di fantomatici inglese difensori della liberta' democratica. Io sono euroscettico, ma mi chiedo se il buon Dario abbia mai passato piu' di due ore nei luoghi pro-Brexit, che sono in gran parte deserti socio-economico-culturali. Le cause sono chiaramente molteplici e spesso imputabili a decenni di politiche che hanno dimenticato gran parte del paese fuori Londra (con grandi responsabilita' di Blair e dell'austerity forsennata Tory degli ultimi anni). Il Brexit, posto che avvenga (cosa su cui al momento non scommetterei), sara' un bagno di sangue proprio per le parti della popolazione gia' svantaggiate. In parte, gli effetti sono gia' partiti, anche se i primi dati sull'economia reale arriveranno da agosto in poi. Se non avviene, ci saranno comunque conseguenze gravi sull'economia. Il risultato - salvo elezioni anticipate e una improbabile resurrezione del Labour - sara' il perseguimento di politiche turbocapitaliste ancora piu' spinte. L'EU ha i suoi problemi - e gravi - ma qui si scherza con il fuoco. E soprattutto si continuano ad applicare lenti di giudizio 'italiane' - distorte da problemi interni - nonostante la profonda differenza dei due sistemi socio-economici e delle storie dei due paesi. Magari con il Brexit il Regno Unito tornera' agli antichi splendori... chi ci crede? Comunque potrebbe succedere solo nel medio-lungo periodo dopo almeno 5-10 anni persi ed escludendo altri stravolgimenti macro (crollo Cina in primis).

 
05/07/2016 - brexit (delfini paolo)

Non dimentichiamo, tra l'altro, che il debito pubblico è aumentato a dismisura grazie a quel "capolavoro" che fu la separazione di bankitalia dal Ministero del Tesoro. L'adesione all'eurozona è stata poi la mazzata finale.