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Politica

DIREZIONE PD/ Renzi contro le correnti? La sua macchina di potere non ha precedenti in Italia

Matteo Renzi ineri in direzione Pd (LaPresse)Matteo Renzi ineri in direzione Pd (LaPresse)

Renzi è il classico “politico-politicante”, non ha alcuna visione della società e non sa che cosa accadrà dopodomani. Anzi non lo vuole sapere, e alle sue spalle non ha suggeritori che abbiano in mente questa visione. In questo senso Renzi è il primo leader della sinistra a essere totalmente privo di visione. In secondo luogo Renzi non ha contenuti sociali veri, in quanto continua a riproporre la politica degli 80 euro. Non c’è nulla invece che riguardi il rilancio dell’economia reale, qui siamo di fronte soltanto a “predicazioni”.

 

Che cosa dovrebbe fare la minoranza Pd?

La minoranza Pd deve proporre un rinnovamento dell’idea socialdemocratica europea. Ciò implica anche il fatto di porre al centro dell’iniziativa del partito il tema dei contenuti sociali della battaglia. Per esempio la minoranza Pd dovrebbe dire che cosa ritiene prioritario nella prossima finanziaria, mentre D’Alema si illude che tutto si possa concentrare attorno alla spallata del referendum. Sarebbe inoltre nell’interesse del Paese convincere Renzi a fare una legge elettorale diversa da questa che è indecente.

 

La sconfitta alle comunali è ancora fresca. Renzi può archiviarla così?

Non esiste proprio. Renzi ha detto anche che si è perso perché non si è rinnovato abbastanza, e questa è una dichiarazione che grida vendetta. La verità è che l’unica vittoria che Renzi può vantare è quella di Beppe Sala a Milano, con un candidato scelto da lui ma con una strategia che era l’opposto della sua. A Milano infatti il Pd ha puntato sull’alleanza a sinistra non solo con Pisapia ma anche con altre forze “radicali”. E’ stata quindi sconfitta l’idea del partito a vocazione maggioritaria.

 

E a Torino e Roma?

A Torino non si è perso perché Fassino è vecchio, ma perché al ballottaggio c’è stata una confluenza degli elettori di destra sul candidato di M5s. Quella di Roma invece è stata una sconfitta annunciata. Come si vede anche dalla continuazione degli scandali giudiziari, il commissariamento di Roma attraverso il plenipotenziario di Renzi, Matteo Orfini, non ha scavato fino in fondo per risolvere i problemi.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
05/07/2016 - commento (francesco taddei)

considerando che le minoranze non accettano mai il volere di chi ha vinto (rispetto del voto, che roba è?), preferendo far del male pur di far perdere il proprio avversario interno è logico che gli elettori si stufano e cominciano a tirare calci.