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CRISI DI GOVERNO?/ Ncd, prove di intesa con Berlusconi per andare a elezioni

Pubblicazione:giovedì 7 luglio 2016

Angelino Alfano (LaPresse) Angelino Alfano (LaPresse)

Ancora Ncd nella bufera. Nonostante i tentativi fatti di cambiare nome mimetizzandosi sotto i vari "Lombardia popolare" o "Roma popolare" il vero appellativo indigesto del partito filo-renziano sembra essere quello del suo leader: Alfano. Per i consulenti legali, al momento, non c'è nulla di penalmente compromettente. Ma è tutto politico l'imbarazzo. E cresce col passare delle ore, alla lettura dei fiumi di inchiostro sulle relazioni della famiglia Alfano. "Non mi dimetto" ha ripetuto il ministro. Il fratello alle Poste, il padre con un pacco di curriculum di persone da sistemare. E un faccendiere al Viminale, Raffaele Pizza, con cui aveva a che fare la famiglia Alfano. E con cui aveva a che fare, come emerge dalle intercettazioni, anche Davide Tedesco, il principale collaboratore di Alfano, colui che detiene il marchio di Ncd. Erano Tedesco e Pizza a parlare dell'assunzione del fratello alle Poste. Tedesco è un fedelissimo, anzi il fedelissimo, di Alfano, sin da quando era un giovane assessore ad Agrigento, feudo di Alfano ai tempi d'oro.
Dietro l'apparente difesa di Ncd scorrono fiumi di veleno. I 32 senatori di Alfano, cifra enorme per un partito dell'1 per cento, sono certi di non rientrare. Anche quelli di Verdini, che nel paese non esiste. Peppe Esposito non usa giri di parole: "Io qua non rientro. Posso dire quello che mi pare con grande libertà? Bene, per me il sostegno al governo va tolto. Punto". Nessuno si sente garantito perché "Alfano ha pensato solo alla sua poltrona e siamo un partito che non c'è".
Il dato nuovo è la sensazione che la legislatura si allunga se vince il "No" a ottobre, non se vince il Sì. Un ex ministro Pd del governo Letta alla Camera ragiona a voce alta: "Prima del referendum Renzi cerca un pretesto per andare a elezioni anticipate, per scagliarsi contro il Palazzo e dire: lo vedete, non vogliono farmi cambiare l'Italia. Ma non è facile sciogliere. Alfano può essere l'occasione giusta".
Già. L'occasione giusta. Magari il decreto sugli enti locali che la prossima settimana necessita a palazzo Madama della maggioranza di 161 voti e ieri non si è arrivati che a 140 sul collegato agricoltura. Magari. Oppure, per schivare la fretta di Renzi di arrivare al voto evitando insidie del referendum e pasticcio Mps, limitarsi a logorare l'esecutivo concentrando tutte le energie su una rinverdita alleanza di centrodestra che ieri a Palazzo Madama ha fatto prove tecniche di esistenza in vita sotto gli occhi attenti dei parlamentari vicini a Renato Schifani. Cambiare tutto per non cambiare niente: la prima regola della saggezza siciliana di Tomasi di Lampedusa, ma se i nomi dei partiti si possono cambiare come si fa a cambiare cognome?
A proposito: sull'account Twitter di Maurizio Lupi, capogruppo alla Camera di Ncd, l'ultimo tweet è datato ormai due giorni fa. Dice: "bentornato a casa presidente Berlusconi!".



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COMMENTI
07/07/2016 - A me fanno compassione i politici (claudia mazzola)

Che lavoro terribile fanno questi coraggiosi uomini e donne, ci fosse qualcuno che parla bene di loro!