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SCENARIO/ E se fossero le banche (non il referendum) a "licenziare" Renzi?

Pubblicazione:giovedì 7 luglio 2016

Pier Carlo Padoan (LaPresse) Pier Carlo Padoan (LaPresse)

I dati relativi all'andamento dell'economia italiana nell'ultimo mese sono abbastanza confusi, per come vengono riportati dai notiziari televisivi. Forse è la monotonia dei numeri che definiscono un continuo stato di crisi a sconsigliarne la messa in onda per non abbassare i già scarsi ascolti. Si è comunque riusciti a sapere che l'occupazione è cresciuta dello 0,1 per cento (non proprio un balzo, dato che il mese scorso era avanzata del più 0,3), ma in compenso l'inflazione non si muove e siamo in perfetta deflazione. Ci sarebbe una nota più negativa, relativa alla sfiducia crescente di famiglie e imprese. E la crescita? La mitica crescita, oggetto di tutta la nostra attenzione? Bisognerà aspettare il 12 agosto per saperne l'andamento preciso. Ma al momento non c'è nulla di esaltante. Non saremo ancora allo 0 virgola?
Nel frattempo ieri, in Borsa, è arrivata un'altra botta, soprattutto per i titoli bancari, quello del Monte dei Paschi di Siena in particolare: meno 19 per cento. Persino il presidente di Consob, l'acuto Giuseppe Vegas, ha deciso che non si possono più fare operazioni di vendita alla scoperto.
Quante coincidenze in questo Mps! Circa otto anni fa, mentre già esplodeva la crisi finanziaria, Mps, la grande banca storica della sinistra italiana, era impegnata in una scalata "demenziale" su Antonveneta. Riuscì a perdere miliardi di euro e a farne guadagnare qualcuno di plusvalenza al Santander. Ovviamente di quel fatto non parla più nessuno. Ma forse era già l'effetto della futura Brexit?
Mps è assediata dai cosiddetti crediti "problematici" o "incagliati" e incalzata da lettere della Bce. Si cambiano dirigenti, ma la crisi non passa. Alessandro Profumo, ad esempio, oggi all'Eni, è stato per tre anni in Mps dopo una conclusione "piuttosto amara" (non per lui, ovviamente, da un punto di vista economico personale) in Unicredit, ma non è cambiato molto. Il potere di questi "fenomeni della finanza" deve essersi inaridito. Pensare al Profumo dei primi anni Duemila, che attacca Mediobanca e riesce a ribaltarla con lo scopo di "realizzare più valore", fa oggi quasi sorridere amaramente.
Ma la classifica delle previsioni sbagliate è lunga. Si va dagli americani che "avevano risolto i problemi dei cicli, diventati ormai dettagli" (Bernanke, Lucas) al professor Giavazzi che nell'agosto del 2007 prevedeva il superamento della crisi dei subprimes "nel giro di due mesi" (Corriere, agosto 2007), al professor Mario Monti (premio von Hayek 2005!) che ha cominciato a vedere "la luce in fondo al tunnel" nell'agosto del 2012 e deve esserne stato abbagliato.
Poi tanti altri ottimisti che se la prendono con i "gufi" e i pessimisti di ogni genere. Tra un po' si arriverà al termine "sabotatore", per chi non vede sviluppi maestosi e "ripartenze" economiche. Noi ci permettiamo di dire che il film indicato a questa schiera di preveggenti "alchimisti" sarebbe "Tre passi nel delirio".


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COMMENTI
08/07/2016 - Tre pregi di Da Rold di oggi (ALBERTO DELLISANTI)

IL PRIMO: in un articolo del 6 maggio scorso (valido come sempre per più versi)mi stupiva che Da Rold sdoganasse il ciarliero, emerito Napolitano (sottolineo che lo stimai, quando lo si potè) che invece di stare in rispettosa disparte, parlava urbi et orbi pro Renzi e il referendum che il Matteo si è cucito ad personam (con la sarta Maria Elena Boschi). Oggi Da Rold non sdogana più. E scontenta i commentatori Crippa, Panizza e Sala (cito in ordine alfabetico) che invece plaudono al "Giamburrasca" (detto da Panizza) di Rignano sull'Arno. IL SECONDO: Da Rold nel suo testo propone di rileggere un capitale illuminante articolo di Alessandro Mangia del 10 maggio scorso. IL TERZO: spingendo all'approfondire, Da Rold richiama pure due belle interviste di Ferraù a Bertinotti, la prima del 31 maggio scorso, la seconda del 29 giugno, piuttosto derisa dal Commentatore Signor Ongari, che si è fermato al Fausto Bertinotti che nel '98 fece cadere Prodi. Ongari non si avvede che Bertinotti non è rimasto incollato al 1998, e che, da pensante appassionato, se ne vede il cammino intellettuale che lo porta ad oggi (diciotto anni intensi...). Spero per i signori Crippa, Panizza e Sala che non abbiano perso l'occasione dei citati approfondimenti.

 
07/07/2016 - NICE che dice BOH (Massimiliano PANIZZA)

premesso che se la comunità finanziaria Londinese fosse stata un po' più lobbista avrebbe tranquiilamente evitato il patatrac...perchè in situazioni come queste non è vero che solo i soliti noti sanno le cose...chi c'azzecca direbbe qualcuno. Ma tornando alle faccende di casa nostra eviterei delle facili semplificazioni soprattuto sui bilanci delle banche italiane. A prestar male ( i soldi) si fa non solo peccato, ma danno e poi se ne pagano le conseguenze nel senso che siccome le banche sono imprese vanno a carte e quarantott'otto anche loro. Il problema è che in clima di spaesamento come questo mi sembra di non intravedere all'orizzonte grandi statisti ma solo grandi squali e grandi manager che continueranno fare soldi... il Gianburrasca nostrano guarda un po' mi sembra l'unico che in questi anni qualcosa su questo fronte a tentato di fare..nel rispetto delle normative europee...speriamo che qualcosa porti a casa perchè una banca con 24 miliardi di sofferenze pure !! e 34.000 dipendenti è un bel "costo sociale".

 
07/07/2016 - Si ride per non piangere (Giuseppe Crippa)

Sono d’accordissimo con Duilio Sala e arrivo a dire che i Comic Astri potrebbero governare insieme instaurando una situazione senza precedenti come in Vaticano. Su questo punto occorrerebbe però l’illuminato parere degli autorevoli ecclesiastici del Sussidiario (Leonardi, Pichetto, Pozza, anch’essi in rigoroso ordine alfabetico)...

 
07/07/2016 - Il brexit de noantri (Duilio Sala)

Ma per persone come me, abitanti di Monza e del circondario non è possibile raccogliere le firme per un altro referendum brexit (Brianza exit)? Chiedo l'opinione ai vostri autorevoli economisti (Annoni Bottarelli Campiglio in rigoroso ordine alfabetico). Magari successivamente come Presidente del Consiglio si potrebbe dare l'incarico ai comicastri (a rotazione semestrale). Forse ci si potrebbe aspettare qualche miglioramento! (si ride per non piangere) Saluti Duilio